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Pippo si libera della timidezza sborrando in bocca la giovane e bella bulletta di scuola

L'introverso Pippo trova il coraggio di rispondere agli sfottò e vince la timidezza sborrando in bocca la bulletta di scuola.

Succhiata di cazzo a scuola
Foto: www.cumonwives.com.
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L'ora di educazione fisica
Pippo si masturba nei bagni della palestra

Pippo è un tipo molto introverso. Comunica poco con gli altri ed esce raramente il sabato sera: non riesce a farsi un gruppo di amici.

A scuola spesso lo prendono in giro. Gli tirano le carte con il chewing gum e lo sbeffeggiano su Facebook.

Una compagna di classe molto carina, seppure assai volgare e poco femminile, quella mattina ha deciso di prenderlo in giro senza pietà. L'attende all'ingresso della scuola quando la campanella suona e un flusso interminabile di studenti fa esplodere l'ingresso per popolare le classi.

'Pippo quante ne hai già fatte da questa mattina?' Gli dice affiancandosi a lui con un paio di amiche.

Pippo arrossisce come un peperone ben rosolato, allunga il passo e scompare nel corridoio mescolandosi agli altri.

'Pippo spara seghe!!' Grida lei a gran voce nel corridoio pieno di studenti.

Pippo vorrebbe morire in quell'istante, anzi sparire, diventare trasparente così che nessuno lo possa vedere.

* * * * *

La compagna di classe siede due banchi più avanti di lui sulla destra, molto vicina alla porta. Più volte durante le ore di lezione si gira verso Pippo e sorride mimandogli il gesto del 5 contro 1.

Altri compagni di classe assistono divertiti, qualcuno con il passare del tempo si aggiunge allo sfottò.

L'ora di educazione fisica

Durante l'ora di educazione fisica, l'ultima ora della giornata, sono tutti in palestra. Gli sfottò contro Pippo si accentuano complice la libertà conquistata dalla classe scendendo in palestra.

'Pippo tu ti masturbi?'

'Pippo, ma quante seghe ti sei fatto da questa mattina?'

'Pippo, quante seghe ti fai al giorno?'

Le canzonature dei compagni di classe si moltiplicano, arrivando a coinvolgere gli alunni delle altre classi presenti in palestra.

'Pippo ma quando ti masturbi ti esce sperma o acqua?' Gli domanda sarcastica e maligna la compagna carina ma volgare.

Qualcosa smuove il giovane. Quella frase è troppo per la sua dignità. Ora basta. Pippo trova il coraggio di alzarsi e di andare verso di lei. Con il volto acceso dalla timidezza, grossa come un macigno a pesargli sulle parole, ad alta voce le dice:

'Sì, io mi masturbo tutti i giorni e più volte al giorno.' Si ferma per riprendere fiato. Tutti lo sentono parlare e guardano la scena. Lui è davanti a lei, ora ride meno: non si aspettava la reazione e tantomeno una confessione così plateale. Un'ammissione che smonta il suo giocattolo costruito sin dal mattino. Pippo trova il coraggio di dire quello che il 95% delle persone fanno e non hanno il coraggio di dire.

'Ma oggi — riprende Pippo — non mi sono ancora masturbato, ed ho le palle piene. Se vieni in bagno ti posso venire in bocca, così assaggi se è acqua oppure sperma.'

Qualcuno gli applaude.

'Bravo Pippo. Ora si che sei un uomo!' Gli grida qualcun'altro.

Resta davanti a lei come in attesa di una risposta, che arriva sorprendendo tutti ancor più della reazione di Pippo.

'Ok. Fammi vedere. Andiamo.' Risponde con tono di provocatoria sfida.

Pippo è serio, non ha finto. Lui è determinato a farlo se lei gli dice di sì. Quello che ha subito oggi, che ha subito da alcuni anni a questa parte, è stato troppo.

Lei non si tira indietro. Si dirigono in bagno come stessero per salire su un ring, per dimostrare a tutti chi vincerà la sfida lanciata dal ragazzo timido. Pippo precede la compagna di classe. Sarà un ring che ospiterà una sfida di sesso.

Pippo si masturba nei bagni della palestra

I bagni della palestra sono nuovi e poco usati. Non esiste un cartello che indichi quali sono per i maschi e quali per le donne: scelgono quelli di sinistra. Pippo si porta sul fondo, dove ci sono i pisciatoi per gli uomini. Ha azzeccato il bagno dei maschi. Un muretto a mezza altezza separa l'angolo dei pisciatoi dai lavandini.

Un capannello di quattro-cinque tra ragazze e ragazzi resta sulla porta del bagno. Di Pippo vedono solo metà busto. La bella bulletta si inginocchia davanti a lui. È al di qua del muretto divisorio e tutti possono vederla.

Nonostante la forte emozione e il contesto insolito, a Pippo gli viene duro. Pensando al momento in cui sborrerà nella bocca di quella ragazza, il cazzo s'irrigidisce e spinge fortissimo. Tante volte, masturbandosi in solitaria, ha fantasticato di farsela in classe o proprio in quel bagno durante l'ora di educazione fisica.

Lo caccia fuori. È lungo e duro. La cappella rosea e liscia è gonfissima. Pippo allarga leggermente le gambe e stringe debolmente i glutei. Inizia a scappellare. Guarda lei negli occhi, abituata da tempo a vedere i cazzi dei maschi; il primo ad esserle entrato dentro quando non aveva quindici anni — fu con un cugino di pari età.

Il fiordo della passione
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Pippo sbatte il cazzo con la mano sinistra davanti alla sua faccia. Lei vede quel lungo cazzo ed ha cambiato atteggiamento nei suoi confronti. Non è più il ragazzo soggetto da prendere in giro tutti i giorni. Un po' quel Pippo le mancherà, perché non avrà chi sfottere in classe.

Pippo ansima. Le amiche ferme sulla porta vedono lui scuotere la testa in più direzioni, alzarla al cielo. Lo vedono boccheggiare con lo sguardo rivolto al cazzo e poi ancora verso il cielo a occhi chiusi.

'Ah! Ah!'

'Vai Pippo, inondala.' Dice sotto voce uno dei compagni di classe che fa da testimone all'esperienza sessuale in corso negli spogliatoi della palestra, durante l'ora di educazione fisica.

'Ah! Ah!'

'Stai venendo Pippo?' Chiede lei, illuminata dalla luce chiara proveniente dal finestrone posto in cima alla parete che fa da fondo alla scena.

'No... ci vuole ancora un po'. Ah! Sì.' Risponde affannato.

Ormai vogliosa di vederlo venire nella sua bocca golosa di cazzi, ne ha accolti svariati, allunga le mani.

'Oh!' Aspira un'amica portando la mano alla bocca.

Lei continua il gesto decisa.

'Ti sbottono i pantaloni e ti calo la mutanda Pippo, così sei più libero.'

'Uuuf! Oh! Sì! Grazie. Ah!'

Nel tirargli giù le mutande sul di dietro, sfiora il cazzo con la guancia e le mani accarezzano il suo culo liscio e maschio. Un fremito di passione erotica scuote ogni angolo del suo corpo, una chiave cifrata apre le porte più riservate, si bagna abbondantemente.

Ed ora Pippo c'è. Pippo c'è. Pippo smanetta forte e veloce. Inarca la schiena spingendo il giovane cazzo in avanti, pochi centimetri dalle labbra di lei che ha accolto la sfida; forse per gioco, forse perché credeva che Pippo non ne avrebbe avuto il coraggio: era già troppo quello che aveva dimostrato.

Le fighe delle amiche si bagnano nelle giovani mutande. I cazzi dei presenti si gonfiano nei boxer vergini.

'Ah! Ah! Ah!'

'Vieni Pippo. Vieni che ti aspetto.' Dice aprendo la bocca.

'Vengo! Sì! Vengo! Ti vengo in bocca! Hai visto? Visto? Siii! AAAAAHHH! AAAH! TUTTO!! IN... BOCCCAAAAAAHHHH!!! UUUHHH!'

Pippo si libera come di un peso. Non sta solo copiosamente gettando sperma, non acqua, nella bocca della giovane bella bulla troietta, si sta anche liberando della sua timidezza gettandola tutta sulla faccia di chi l'ha sempre preso a cardello. Lo sta facendo, sborrando in bocca la giovane e bella bulletta di scuola.

Dopo il primo schizzo che tutti vedono pioverle in faccia, Pippo avvicina la punta del cazzo eiaculante alla bocca di lei. Poggia la punta sulla lingua e con la mano continua a masturbare mentre la capocchia spruzza altra sborra.

Lei è sempre in ginocchio, con le mani poggiate sulle cosce. Educatamente si prende tutto lo sperma di Pippo sulla lingua.

'Cosa è: sperma o acqua!?' Gli dice lui mescolando in quelle parole liberatorie, rabbia, soddisfazione, orgoglio, istinto, timidezza e tanto appagamento sessuale.

'Dillo a tutti. Cosa è!?'

Ritira la lingua al colmo, chiude la bocca e deglutisce. Lo guarda e poi rivolge lo sguardo agli spettatori sospesi, come non sapessero già di cosa si tratta, in attesa solo della sua risposta.

'È sperma.'

Applausi e grida si elevano dal capannello di spettatori, giungono fino alle orecchie dei docenti seduti nella saletta a loro riservata nella palestra. Gli spettatori si volatilizzano, si disperdono nella palestra e nei corridoi della scuola per diffondere subito la storia a cui hanno assistito. Nessuna ripresa video o foto a testimoniare i fatti, come doveroso che sia, solo le loro parole come da secoli.

Gli spettatori eccitati si perdono il meglio. Lei non è più soddisfatta, prende il cazzo di Pippo tra le mani per metterlo in bocca. Lo ciuccia tutto, di gusto. Golosa butta l'asta in gola: sembra volersi far soffocare da quel lungo cazzo. Poi l'estrae per riprendere fiato e dentro e poi di lingua e ancora in bocca. Violenta succhia il cazzo duro di Pippo; gode. Gode più di prima, meglio di prima sente il suo sesso provare piacere.

Ha trovato il coraggio. Gli carezza i capelli neri mentre gli ciuccia il cazzo timido. No. Non è più timido Pippo.

Viene.

Viene per la seconda volta. Viene in bocca a lei.

'AAAHH! Te l'ho detto che questa mattina avevo le palle piene.'

'E riempile ancora. Domani è sabato, voglio uscire con te.'

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