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Piero e la giovane casalinga dai piaceri perduti

Piero la vede sempre sul balcone. Lei è attratta. Il marito pensa al calcio e così sogna piaceri perduti, oppure no...

Scopa una rossa in salotto

Piero abita al secondo piano d'una palazzina residenziale. Una di quelle zone di periferia tutto sommato accettabili, con viali alberati e dove gli edifici sono alti non più di tre piani, ma costruiti molto vicini tra loro.

Quando gli capita di affacciarsi al balcone nelle ore mattutine, nota sempre una giovane casalinga mentre riassetta la casa. Una bella rossa con capelli lisci che arrivano alle spalle. Due bei occhi chiari e un seno che si lascia intuire bello grande. Anche il culetto non è niente male.

Di recente Piero la incrocia sempre più spesso. L'incontro a distanza si svolge sempre dai rispettivi balconi. Anche la giovane casalinga abita al secondo piano della sua palazzina.

Laura nota spesso quel giovane così prestante e dal bel volto, affacciato al balcone. Le prime volte non gli piaceva incontrarlo lì fuori e tanto meno essere guardata. Poi ha iniziato a piacergli. Il fatto che un uomo s'interessasse a lei... non le dispiaceva.

Sposata da 7 anni. Il marito ben presto si è disinteressato di lei, pensando solo al lavoro, alle partite di calcetto con gli amici ed alle trasferte con la squadra di calcio del cuore.

Che un uomo la guardasse con quello sguardo così interessato... le ha procurato non poche fantasie erotiche. Anche mentre lo fa col marito.

Negli ultimi tempi ha immaginato che sopra di lei ci fosse quel giovane sportivo e dal bel volto a farle provare i piaceri perduti.

Una mattina Laura lo saluta con il sorriso. Piero ricambia il saluto. In realtà avrebbe voluto chiederle molto di più. Ma il lavoro lo attende lontano da casa, lontano da quel balcone dei desideri.

L'appuntamento diventa fisso tutti i giorni. Tranne la domenica.

Quella domenica sera, Piero gioca la mossa d'azzardo. Dal momento che il balcone della donna non dista più di 20-25 metri, lancia una piccola pietra avvolta da un post-it di carta. Sono circa le due del mattino.

Il giorno successivo, al mattino, il balcone di Piero è vuoto. Laura resta delusa e triste, per lei quel silenzioso appuntamento mattutino vuole dire iniziare bene la giornata. Ma... spazzando la balconata, trova quello che ha tutto l'aspetto di un pezzo di carta appallottolato e volato lì da chissà dove. La zona è ventosa e sul balcone trova molta sporcizia. Nota qualcosa di particolare. Non lo raccoglie con la scopa, allunga la mano e lo scarta. Dal peso si rende conto che nasconde un carico. Lo apre e trova la pietra. Ma anche molto di più. All'interno c'è il suo nome e il numero di cellulare.

"Mi chiamo Piero
Il mio numero è 3539919877134
"

Nasconde subito il biglietto e la pietra la depone in un vaso del balcone accanto a lei. Alla sera, mentre il marito è con gli amici a giocare a calcetto, lei trova il coraggio di mandargli un messaggio.

"Ciao Piero. Sono Laura. Ogni mattina c'incontriamo sul balcone. Il mio numero: 3414527980100."

Piero legge quel messaggio e gli si drizza dall'emozione. È in viaggio per lavoro ecco perché non ha potuto affacciarsi la mattina. Ma in qualche modo ha voluto non mancare all'appuntamento. La chiama, si conoscono telefonicamente. Dopo le prime imbarazzate parole, Piero si fa più loquace e rompe il ghiaccio. Parlano per un po'. Quella prima sintonia percepita guardandosi negli occhi alle prime ore del mattino, affacciati nella periferia residenziale della città, si conferma. Un'intesa nasce anche nei discorsi, nel parlarsi e nell'ascoltarsi. Si danno appuntamento a casa sua per la domenica sera successiva.

Quella domenica il marito avrebbe seguito la squadra di calcio del cuore in trasferta a Milano. Partita che si sarebbe giocata proprio nel serale. Una combinazione perfetta.

L'incontro

I giorni passano in fretta. Durante la settimana si scrivono alcuni messaggi e si chiamano il sabato sera, quando il marito è già partito, in viaggio verso Milano.

Non ci sarebbe stata nessuna serata a lume di candela. Solo una notte a luci rosse... molto rosse. Lei non vuole nessuna complicazione affettiva. Solo puro sesso extra-coniugale.

Piero le fa trovare i cancelli già aperti all'orario stabilito, così che lei possa entrare molto velocemente anche se con naturalezza. Guidata da lui, arriva presto davanti la porta di casa. Piero è già lì ad accoglierla. Un "ciao" reciproco veloce e chiude fulmineo la porta, per evitare sguardi inopportuni dei vicini.

Laura si accomoda sul salotto e Piero accanto a lei. Ha preparato una bottiglia di vino rosé spumante molto delicato e raffinato e due calici. Tutto appositamente comprato per l'occasione.

Dopo i preliminari scambi di informazioni, del tipo "che lavoro fai", "quali locali frequenti", "quanti anni hai" e così via, Piero inizia ad accarezzarle i capelli e il volto, poi passa a baciarla. I due sono vicinissimi, quasi attaccati l'uno all'altra. Quelle attenzioni, quei baci, le piacquero moltissimo e ricambiò subito.

In breve dai baci si passa ai palpeggiamenti del seno, del culo di Laura. È tutto precisamente come aveva intuito osservandola a distanza: tutto molto bello e sodo.

Laura ha da poco compiuto 36 anni e Piero 37 anni abbondanti. Quasi coetanei, li separa giusto un anno e qualche mese.

Piero le sbottona la camicetta per infilare la mano tra i seni. Laura geme e inizia a pulsare tutta, molto più di prima. Diviene ancora più calda. Piero sbottona ulteriormente e può ora baciarle la sommità di quel seno così liscio e grande. Le bacia la tetta destra prima e la sinistra poi. Laura gli carezza la testa e i capelli scompostamente. È tutta presa da quel sogno diventato realtà. Il desiderio è davanti a lei in carne ed ossa e le bacia le tette.

Piero le lascia solo il reggiseno e già punta ai pantaloni, quando Laura lo ferma, scende dal divano e si piazza davanti a lui. Gli apre le gambe, si avvicina e sbottona il suo pantalone. Piero lo tiene duro da parecchie ore. Laura lo bacia mentre è ancora sotto la mutanda, poi guarda Piero negli occhi, con quelle sue due pietre azzurre incastonate nel volto. Il suo è lo sguardo di una amante assetata.

Gli toglie scarpe e pantaloni: lo ha desiderato per giorni. Estrae il suo splendido cazzo dalla mutanda e lo accarezza con le mani. Ci vuole prendere confidenza e Piero lascia fare senza fiatare.

La casalinga dai capelli rossi inizia a baciargli la punta, poi lecca più e più volte, provocando un acuto piacere a Piero, il quale inizia a gemere. Lo guarda negli occhi mentre ora lo imbocca seguendo un ritmo deciso e calmo. Sembra un massaggio fatto con la bocca. Lui se la gode e tutto il corpo si rilassa grazie a quel pompino della giovane casalinga della palazzina di fronte.

"Ah! Sì, continua così. Non ti fermare. Succhiamelo ancora. Ah! Sì!"

Inizialmente un po' timida, è diventata avida. Davvero non glielo molla più. Davvero continua a succhiargli il cazzo con la sua bocca, a leccarglielo tutto con la lingua, a spompinarglielo con le sue labbra carnose.

Da quanto tempo non lo faceva più. Ma non aveva dimenticato la sua arte.

Ora Laura ha sete. Sete di essere inculata. Sete di sentire quel cazzo tra le sue calde gambe, vogliose di tanto sesso. È lì per abbeverarsi alla sua fontana. E lui apre il rubinetto.

Si toglie i pantaloni e si fa aiutare a sbottonare il reggiseno. Le manca solo la mutandina, che pensa lui a levare.

A Piero quelle tette lo fanno impazzire. Le prende, le bacia, le stringe, le morde... Ah che goduria pensa. E che coglione di marito, però lo ringrazia. E come lo ringrazia. Principalmente ringrazia lei d'essere venuta, così da poterla trattare come si tratta una femmina: con le dovute attenzioni e soddisfacendo le sue arsure.

Piero posiziona Laura in ginocchio sul divano, con le mani poggiate alla spalliera. Resta in piedi dietro di lei, le bacia il buco del culo e lo lubrifica con la lingua, facendola godere non poco. Adesso che tutta la parte è ben oleata, allarga i glutei di lei e inserisce il suo pene dentro, tra i gridolini di piacere della casalinga lasciata sola.

Ora non è più sola Laura. 19 centimetri di cazzo sono nel culo e le provocano quella gioia del sesso persa tanto tempo fa.

"Ah! Ah! Ah! Ah! Così. Inculami Piero. Inculami! Quante notti ho desiderato il tuo cazzo. Inculami di più!"

Piero risponde aumentando la frequenza delle penetrazioni, che provocano a entrambe un piacere gratificante. Quanta voglia di sesso c'è tra i due.

Lei lo prende ancora dietro. Una inculata dopo l'altra. Godimento dopo godimento. Piero si aggrappa alle sue tette e un po' al suo culo. La vuole tutta. Vuole ogni centimetro del suo corpo. La vuole sfondare e lei vuole essere sfondata dal cazzo dirimpettaio.

Piero si siede sul divano. Laura è sopra di lui. Mentre il giovane scapolo gusta le tette, lei prende il cazzo e lo posiziona all'ingresso della vagina. La punta sfiora le labbra... e poi dentro.

"Uuuuhhh!" Che sensazione. Quanto l'aveva sognato. Ed ora c'è poco da sognare e molto da scopare.

Il divano diventa la prima scenografia di una serata di sesso extra-coniugale, che si preannuncia molto rovente. Laura è in preda all'estasi sessuale, Piero tra le sue tette è come drogato. Preso dalla Dea dei seni e condotto su lattei sentieri, dal sapore dolce come il miele.

Nella camera da letto

In un guizzo di lucidità, si ricorda di aver preparato la stanza da letto per loro due. La alza e portandola in braccio, l'accompagna nella seconda scenografia. Un letto ampio anche per due persone. Candele accese e dai profumi erotici illuminano soffusamente la camera. La stende sul letto e qui inizia il secondo atto della serata.

Piero va ancora sotto, ma Laura lo vuole nel culo: le piace. Gli salta a più riprese sul cazzo. Lo vuole, lo vuole tanto dentro e sarà anche il posto dove ha deciso di far seminare Piero.

Piero gode. Laura grida come avesse segnato un calciatore sexy. Il cazzo le entra e le esce dallo spogliatoio che è un piacere. Non è ancora finita.

Piero si poggia, seduto, alla spalliera del letto. Lei intreccia le sue gambe con quelle di lui e se lo mette nella fica. Le braccia scaricano il suo peso poggiandosi sulla soffice coperta. Ondeggia ritmicamente e provoca alla sua vagina un gradevole piacere. Il cazzo ondeggia dentro di lei, come non bastasse, Piero le tocca il clitoride facendola impazzire di piacere.

Grida Laura, grida. Grida tutta la passione ritrovata. Grida con il cazzo dell'operaio scapolo tra le gambe. Gol! Gol! Gol! È il suo gol. Questa notte lei ha vinto il campionato.

Laura è oltre i giri ed è lì lì per arrivare. Cambia posizione e si mette in ginocchio e Piero resta fermo nella sua posizione. Ora il cazzo entra tutto dentro, non più solo la punta come prima. Vuole godere. Vuole venire. Ha capito che Piero ha una lunga resistenza e non verrà ancora. Zompetta sempre di più sui 19 centimetri, mantenendo il resto del peso con i palmi delle mani poggiati sulle possenti spalle di lui.

A tratti gli succhia anche il collo. Gli sorride maliziosa e zompetta sul cazzo e geme. "Ah!" Geme "Ah! Sì!" Geme sempre di più.

"Siii! Aaaahh! Ah! Ah!" e Laura viene e non si stacca da lui.

Piero le chiede dove le piacerebbe essere fertilizzata: "in bocca, sulle grosse tette, nel culo..."

Lei aveva già deciso: "nel culo."

Non sa come sarà. Ma lo vuole tutto nel culo. Si abbraccia i quattro cuscini davanti a lei e gli offre il culo, ancora una volta. E Piero se lo prende, con tanta smania di venirci dentro. Lo lubrifica con del gel che ha comprato presso il sexy-shop di quartiere. Laura sente il cazzo entrarle nel culo come mai quella sera. Le scivola dentro senza sosta.

Piero è proprio arrapato al massimo. Non è più dolce come fino a poco tempo prima. È deciso. Deciso a sfondarle il culo. Entra profondamente: sente le urla di godimento.

Laura, che lei ricordi, una sensazione così non l'ha mai provata prima. Lei che ha conosciuto solo il cazzo del marito.

Piero entra veloce, sempre più veloce. Laura si masturba il clitoride e si carezza la vagina. Cerca di girarsi. Vorrebbe vedere come Piero la sfonda, ma non c'è uno specchio in quella camera.

Piero aumenta ulteriormente il ritmo. Nessuno lo può più fermare. Sente il cazzo gonfiarsi e provocargli un enorme godimento, mentre tutto lo sperma irrora il culo di Laura. Un "Aaaaaahhh!" di soddisfazione prolungato pone fine alla prima parte della serata. Continua a starle dentro e lo sperma cade un po' sulle lenzuola.

Laura si morde le labbra e si carezza i seni. È contenta di quella serata. Le piace aver accolto tutto quello sperma fedifrago nel culo.

I due riposano uno accanto all'altro sotto la leggera coperta, quando, al termine della partita, il marito di Laura chiama come al solito per comunicare il risultato del match.

"Ciao amore tutto bene? Abbiamo vinto la partita! Ora siamo primi in classifica! Sono proprio soddisfatto."

"Sì, tesoro. Anch'io sono soddisfatta", risponde Laura, mentre con le tette ancora all'aria, carezza il cazzo di Piero, al termine di quella bella scopata.

A casa di Piero è finito solo il primo tempo.

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