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Un posto speciale, come il loro amore

Il Fiordo della Passione: parte 3

Una strada per il loro amore si apre oltre la vacanza di lui. La barca turistica del padre, diventa il posto speciale dove vivere la passione.

Coppia passeggia in acqua
Foto: pixabay.com.
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L'amore in barca

Lei lo attende nel pub seduta sulla panca rivestita in pelle, in fondo al locale. Ha il volto triste questa sera. È la prima cosa che le chiede appena si siede accanto a lei.

"Sei triste questa sera."

L'abbraccia e la bacia a lungo in testa e tra i capelli.

"Sei triste per noi due vero? Perché tra una settimana termina la mia permanenza qui."

Si guarda bene dal pronunciare la parola vacanza. Potrebbe ferirla. E comunque neanche per lui è più una vacanza. È una storia d'amore diventata molto seria in brevissimo tempo, in pochi giorni.

"Sì. Sono triste per noi due." Poggia la testa al petto e guarda il vuoto a occhi aperti.

"Tu andrai via e io tornerò al mio lavoro in hotel, ai turisti da portare in montagna. Tutto come prima, come se tutto questo non fosse mai stato. Come una piccola goccia di pioggia che bagna gli abiti e si asciuga col primo sole."

"No. Non è così. Non è così per me." Ribatte lui.

"Non è la storia, l'avventura amorosa della mia vacanza in Norvegia. I miei sentimenti sono veri. Mi lega un amore vero e sincero. Anche io sono triste..."

Una pausa breve e riprende.

"Cerco una soluzione dentro di me. Non la trovo. Non so quale possa essere, ma cerco una soluzione."

Lei lo stringe. Sprofonda con la guancia nel petto. Queste parole sono speranza che riempiono il cuore. Ora ha gli occhi chiusi ed è più positiva.

Lui riprende il discorso dopo il silenzioso abbraccio.

"Io non ho nulla che mi lega in Italia. Credimi. Nessun legame affettivo. Nulla. Solo il mio lavoro. Questo è l'impedimento più grande. Comprendimi... Lasciare il lavoro in Italia non è un problema. Il problema vero è trovarne uno qui."

"E la tua famiglia?"

"Beh... I miei genitori, mia sorella, sono sempre lì. Chi li smuove. Durante le vacanze li potremmo andare a trovare..."

Si alza di sbotto sgranando gli occhi. Lo fissa con gli occhioni azzurri e glaciali.

"Tu lo faresti? Davvero verresti ad abitare qui? Dici sul serio?"

"Tu sei il mio legame. Tu sei tutto ciò che ho di più prezioso."

"Lasceresti casa tua?" Insiste lei.

"Non ho una casa. Vivo ancora con i miei."

"Veramente lasceresti la tua terra per trasferirti qui?"

"Sì."

Silenzio.

Occhi negli occhi alla ricerca della sincerità e della verità nel cuore dell'altro. Non hanno l'età per giocare. Non è più il tempo dell'avventura. Non hanno l'età di chi può dire: «Se va, ok. Altrimenti c'è il tempo per recuperare».

"Ho un po' di soldi da parte. Sono sufficienti per vivere qui in autonomia, in attesa di trovare una stabilità e di prendere casa."

"Una possibilità di lavoro per te c'è. È un po' duro, ma tu ami la montagna. Si tratta del 'Guardiano del Fiordo'."

Lui resta sospeso e pensoso. Immagina il Guardiano del Fiordo... Suona bene. Già gli piace.

"Nel nostro fiordo — riprende lei — abbiamo una Società privata che per conto del Regno di Norvegia si occupa di controllare i boschi del fiordo. I guardiani del fiordo si prendono cura delle montagne."

"Mi piace. È bello."

"Sei sicuro? Non ti pagheranno bene come nel tuo lavoro in Italia."

"Andrà benissimo lo stesso. Voglio vivere accanto a te."

Lei dalla gioia è saltata a cavalcioni su di lui e le mani sono intrecciate dietro il collo.

"E poi potremo fare le guide turistiche insieme, per i turisti che giungono fin qua."

Il sorriso sul suo volto non è mai stato così ampio e solare fino ad allora.

Per loro si dischiude una possibilità concreta.

Lo stringe forte forte al petto. Non contiene la gioia. Lui la bacia, un bacio lungo tra gli occhi contrariati del barista e quelli imbarazzati dei presenti. Non esisteva nessuno intorno a loro. Nemmeno ci fecero caso a quegli sguardi incapaci di comprendere.

"Ok. Ma come faccio a diventare Guardiano del Fiordo? Dove si presenta la domanda?"

"Parlerò con mio padre. Lui conosce il titolare della società. C'è sempre bisogno di guardiani. È un mestiere che in pochi vogliono fare ormai. Tutti guardano alla carriera lontana da qui."

Si abbracciano ancora e poi si ricompongono: sono pur sempre in un locale pubblico...

Quella notte avrebbero fatto l'amore in un posto speciale, come il loro amore.

L'amore in barca

Lo condusse in una delle barche turistiche del padre. Aveva la chiave per accedere ai locali sotto coperta. Una barca lunga 18 metri, fatta per il turismo estivo, quando da ogni parte del mondo i turisti giungono in Norvegia per ammirare i fiordi. Scoprire le sue insenature. I locali sotto coperta sono riservati al personale e a clienti speciali che richiedono giri turistici riservati.

Un ampio divanetto si trova proprio all'ingresso sulla destra. Non possono accendere la luce, attirerebbero l'attenzione: lì non possono stare. Se il padre scoprisse che ha le chiavi della barca...

Ritorna adolescente. Quando, su una barca come quella, ha fatto l'amore per la prima volta. Questa volta è ancor più speciale. Non è amore adolescente è amore vero, adulto e consapevole. Un amore che si apre al futuro, senza porre un termine.

Lui esplora già l'insenatura tra i seni; li conosce ma non a sufficienza. Esplora sotto le mammelle alzandole singolarmente. La lingua assapora gl'incavi, i denti assaggiano la consistenza.

Lei è distesa sul divanetto, la prende per il bacino e l'avvicina a lui. Non c'è abbastanza spazio e la gamba sinistra poggia a terra con il piede piantato. Il ginocchio destro è puntato nel cuscino in pelle bianca per sostenere il peso. Lei ha le gambe divaricate. Lui sostiene entrambe le gambe con le braccia, mentre penetra dentro di lei con tanta passione.

Il ritmo è frenetico. Sono molto eccitati. Pensano alla possibilità di vivere insieme per sempre.

"Ah! Ah! Ah! Ah!"

Lei si sente libera di poter gridare al mare il godimento, come ha già fatto in montagna.

Penetra, penetra. Penetra nel fiordo carnoso. Il Regno di Norvegia sta per diventare anche il suo regno. In questa notte d'amore, il loro regno è la barca ormeggiata nel porto. Nel buio silenzioso della notte, a pochi passi dalla passerella del primo bacio al chiaror di luna.

Se il fiordo potesse sentire, se il mare potesse ascoltare il loro amore.

Sono seduti come al pub, quando una strada possibile si è aperta davanti alle loro vite per unirli. Ed uniti e nudi sono ora. A cavalcioni su di lui, con le mani intrecciate dietro la nuca.

Il movimento ritmico, a tratti frenetico, cela il pieno coinvolgimento dei due. Sono talmente presi che neanche si rendono più conto di dove si trovano.

Sono lontani dallo spazio e dal tempo. Sono nella loro dimensione, fatta di amore e passione. Godono l'uno dell'altro. Godono uno dell'intimità dell'altra. Non importa null'altro.

È un duetto di voci ben accordate. Cantano la loro passione, squarciando la quiete della barca, ammutoliscono il silenzio della banchina con il loro godimento.

La tiene per il bacino aiutandola nell'andirivieni del corpo. Cercano aria marina, aria di montagna, nell'apnea dell'amplesso.

Una piccola e rara onda porta verso l'alto la barca e s'infrange lungo la banchina.

Sploch.

Risuona nel buio della passerella, il suono delle acque.

Si abbracciano forte. Pian piano torna la quiete. Le sue ginocchia spingono per prolungare il piacere.

Ancora un'onda. Poi il silenzio del fiordo, nella notte norvegese, avvolge l'amore e lo custodisce, per sempre.

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