Home
  1. Storie Piccanti Soft
  2.  
  3. Il fiordo della passione

Il fiordo della passione

Stanco della solita vita si concede un viaggio norvegese. Diventerà il fiordo della passione e luogo dell'amore.

Fiordo e coppia di fidanzati
Foto: Pixabay.com.
Soft Menu
Il viaggio nel HurtigrutenLa passerella del fiordo
Folgorato alla receptionLa camera dell'amore
La passeggiata dell'innamoramento
L'appuntamento serale

Ha deciso quel viaggio per scappare dalla sua realtà. Dopo anni rinchiuso nel solito posto. Casa, lavoro. Lavoro e poi casa. Traffico, vita impazzita che ti scorre accanto senza rendersi conto che esisti.

"Ora basta! Quest'anno i soldi della vacanza non li metto da parte per comprarmi casa. Mi regalo un viaggio."

Ha scelto la primavera inoltrata per viaggiare perché d'estate lavora, non perché è un lupo solitario. Un po' sì, ma non troppo. Ama dialogare quando c'è qualcosa di sensato da dire.

Partire. Per un luogo che ha sempre desiderato visitare e mai ha potuto conoscere da vicino. Questa volta l'obiettivo casa passa in secondo piano. L'aspirazione vivere in autonomia e non più a casa con i genitori, ma in una casa tutta sua da single felice, avrebbe atteso un po' in più.

Doveva partire. Doveva viaggiare. Restare lì, intrappolato ancora un altro anno, l'ennesimo, nella stessa vita, quella di sempre, l'avrebbe portato alla pazzia. Meglio un viaggio che lo psichiatra. Già, meglio la Norvegia!

Luogo straordinario. Estremo nord dell'Europa. Terra di confine tra la vita dell'uomo e il regno del freddo, terra del sole di mezzanotte e Terra dei Fiordi.

Proprio una cittadina nascosta nelle profondità di un fiordo, è la meta scelta per il suo viaggio. Ha saputo che la cittadina è tranquilla, le persone sono ospitali. E le donne sono molto belle.

Arrivarci non è semplice. Il paese si trova nel cuore del fiordo, uno dei più stretti e profondi e contornato da alte montagne che formano una muraglia di 1000 metri a destra e a sinistra. Per arrivarci ha prenotato un posto sul traghetto postale norvegese. Da quelle parti lo chiamano Hurtigruten.

Il viaggio nel Hurtigruten

Vedere qualche immagine dal catalogo dell'agenzia viaggi o su internet, non può mai rendere come vivere l'esperienza in prima persona.

Quando il battello s'insinua nel fiordo con soli 100 metri di distanza tra una parete boscosa e l'altra, resta letteralmente a bocca aperta. Si è posto a prua per vivere l'ingresso nel fiordo come se si trovasse al comando del battello.

L'iniziale sensazione di qualcosa di grande che intorno a lui si stringe addosso, passa in fretta. Il battello postale riprende un'andatura veloce e il Fiordo si allarga dolcemente restituendo aria e luce ai turisti.

Ancora un'ora e mezza di navigazione li separa dal porticciolo. Il mare qui è calmo, quasi sempre piatto. Le acque sono protette da qualsiasi tempesta che lì fuori possa far arrabbiare il Mare di Norvegia.

Ancora estasiato dalla meravigliosa esperienza, un'altra emozione gli viene regalata da quella natura incontaminata. La rara aquila di mare si getta da una sporgenza. A capofitto verso il mare, in pochi istanti trafigge l'acqua con tutto il suo corpo. La spuma si eleva a destra del battello. Una battaglia è in corso a pelo d'acqua. Un grosso pesce si dimena per avere salva la vita. L'aquila predatrice ha vinto: il pesce è sconfitto. S'innalza verso il cielo stretto con la preda ben salda tra i micidiali artigli.

Tutto torna allo stato di quiete precedente, solo il motore del traghetto risuona nell'aria fresca della primavera norvegese.

Il paese è davanti a loro con le case multicolorate che fanno da contrasto alla predominanza del verde. Il porto non è molto grande. Alcune barche da pesca sono ferme alla banchina. Il traghetto postale ha l'attracco riservato.

Siamo agli inizi della stagione turistica. Scendono almeno in venti dal battello, tutti stranieri. Qualcuno risiede nel suo stesso albergo. Uno dei due presenti nel paese. Ha scelto quello più interno per essere più vicino alle montagne, una delle sue poche passioni.

Passeggiando tra le case scopre un mondo di vicoli colorati, dove le case in legno si sostengono a vicenda. Saranno alte al massimo un paio di piani e sembrano tutte monofamiliari. Le tende bianche alle finestre, donano un senso di accoglienza e apertura.

Qualche negozio spezza il susseguirsi ininterrotto delle case. Non conosce il norvegese, intuisce si tratta di una sorta di salumeria dai prodotti esposti in vetrina. Ed ecco l'albergo.

Folgorato alla reception

Entra tra gli ultimi turisti scesi dal battello. Alla reception c'è una bellissima ragazza. Ha un momento di spaesamento. È tanto bella. Non fa che osservarla tutto il tempo dell'attesa. Distoglie lo sguardo solo quando lei lo guarda. Si è resa conto di essere osservata in modo diverso dagli altri.

È il suo turno.

"Ciao."

"Ciao!"

"C'è una camera prenotata a mio nome..."

"Vediamo... Sì eccola qui. Al secondo piano, la camera matrimoniale n° 234."

"Perfetto... Una domanda. Vorrei esplorare un po' le montagne attorno la città, attraverso i sentieri. Amo le escursioni in montagna."

"Se vuoi posso farti da guida."

"Ah! Beh..."

"Sì, sono receptionist, guida turistica, traduttrice..."

"Però, complimenti. Allora salgo in camera e dopo ci accordiamo..."

"Fai pure, io sono qui."

Tutto si sarebbe atteso tranne questo. Certo ha davvero un volto incantevole. Le piace tanto. Deve assolutamente scoprire se è single.

Quando torna nella hall è alla reception che registra gli ultimi turisti.

Riceve un sorriso come prima, come è per tutti i turisti. Perde per un attimo l'equilibrio e si poggia al bancone.

Parlano in inglese. Gli chiede un po' d'informazioni circa la città e quello che potrà visitare nei prossimi quindici giorni. In realtà, organizzatore com'è da suo carattere, non avrebbe bisogno di chiedere nulla e neanche di una guida. Gli sarebbero bastate le mappe dei sentieri per salire in montagna. Fare il turista comune che visita un posto senza sapere dov'è capitato è l'unico modo che ha per parlare il più a lungo possibile con lei.

Chiede delle botteghe artigianali, dei ristoranti dove si mangia bene, dei musei, dove si trova l'ufficio postale. Lei sorride. Ha capito che ci sta provando e si irrigidisce.

Ok. Non è il caso di andare oltre, lo capisce anche lui. Si danno appuntamento per l'indomani mattina alle 7.00.

La passeggiata dell'innamoramento

Fissa il soffitto della camera. Vede il suo volto. Ha lo stomaco tormentato. Non dorme. Non puoi dormire se i tuoi occhi hanno visto la bellezza personificata. La dea della Norvegia.

Alle 6.30 è già nel salotto dell'albergo ad attenderla. Lei arriva qualche minuto dopo. "Che strano — pensa —. L'appuntamento è alle sette. Vuoi vedere che..."

La notte passata non è stato l'unico a contemplare il soffitto. Lei non è abituata a mostrarsi disponibile con chiunque e per questo si era chiusa, rimanendo sulle sue. In realtà quell'italiano aveva aperto una porticina segreta a lei nascosta ed è dentro di lei. Una forza nascosta l'aveva spinta fuori di casa anticipando l'appuntamento concordato.

Ed ora? Che si fa? Si parte!

Attraverso il sentiero più panoramico della zona, gli mostra le meraviglie naturali della Norvegia. Racconta la storia di quei luoghi. Dei primi norvegesi che hanno colonizzato il fiordo e di come hanno costruito la sua cittadina. Terra di pescatori e poi zona turistica.

Prova ad essere quanto più loquace possibile, nonostante la parola non è il suo forte. Lei apprezza anche i silenzi. Tutta un'altra cultura riflette.

Pone tante domande esplorative, ma non riesce a capire con certezza se ha un ragazzo. Alla fine è costretto a porre la domanda diretta. Rischiosa, perché così può rovinare tutto.

Trova un modo soft di chiederlo e lei sorride prima di rispondere con un: "No". Prima nella sua lingua e poi in inglese. Questa volta non s'irrigidisce. C'è speranza.

In cima alla montagna, alle spalle della cittadina, sotto di loro si apre lo stretto fiordo. Qualche cima ancora innevata, da lassù il mare somiglia a un fiume che nei millenni ha scavato nella roccia fino a creare un Canyon.

Gli spiega i nomi delle montagne. Gl'indica le cime più lontane, quelle che nascondono un altro fiordo e poi un altro ancora...

"Ma nessuno è bello come questo", ammette. Guarda lei come se avesse voluto dire nulla quassù è più bello della tua bellezza. Nessun altro fiordo ospita una donna come te. Non è stupida e comprende il messaggio della sua frase.

Gli piace.

Passeggiare in montagna con lui ha contribuito a spalancare la porticina del cuore, chiusa da un po' di tempo. È attratta dalla semplicità dei gesti e anche dalle sue battute italiane. Quell'ironia e simpatia che dalle sue parti manca. I dialoghi della discesa riguardano la vita privata. Il rientro è più intimo dell'ascesa.

Per pranzo sono giù. Lei ha fretta di andare perché tra un'ora inizia il turno in albergo. Prima di lasciarla andare le chiede di uscire con lui quella sera. Rimane un attimo, lungo un'eternità, in silenzio a riflettere.

"Va bene. Termino di lavorare alle 20.30. Vediamoci alle 21.30 nei pressi della piazza."

"Perfetto. Ci vediamo lì per quell'ora..."

Balbetta. Ha esaurito parole e saliva. Non dice null'altro se non un semplice "ciao". Si volta più volte per salutarla. Ha già il posto dove portarla a cena. Al ristorante del porticciolo. Il ristorante di pesce più gustoso e rinomato del fiordo. Ogni mattina il pesce arriva fresco appena catturato dai pescatori locali.

L'appuntamento serale

Come al mattino raggiunge il luogo dell'appuntamento con mezz'ora d'anticipo. Dovrà però attenderla fino all'orario stabilito, alla svelta è tornata a casa e in fretta si è preparata per l'appuntamento.

Eccola che arriva. La riconosce a distanza, non attende, la raggiunge in cima alle scalinate che collegano la stradina alla piazza.

Che batticuore. Ma anche che freddo. Non è abituato alla primavera norvegese. S'incamminano subito verso il ristorante. Non lo sapeva, ma è il suo preferito. Il padre portava spesso tutta la famiglia quando era una bambina.

Il menu lo sceglie lei. Così potrà provare i migliori piatti locali. Tutti i piatti hanno un sapore d'amore questa sera. Sì, d'amore. Lui è innamorato e cotto. L'ha riconosciuta a centinaia di metri di distanza tra tanta altra gente che affollava la piazza. Non si stanca, non smette di ammirarla.

Lei è un po' timida e imbarazzata. Non è abituata a ricevere tante attenzioni così. Specialmente negli ultimi anni. Ha dedicato tutto il tempo agli studi per terminare il prima possibile e tornare lì dove è nata, lì dove desidera vivere il resto della vita.

La passerella del fiordo

Quella notte c'è la luna piena. Fuori ci saranno 9 gradi senza vento. Camminano uno accanto all'altro lungo la passerella in legno che, dai locali in riva al mare, porta verso il porticciolo dei pescatori.

Si guardano, in silenzio, sorridono timidi.

Da quanto tempo non esce con una ragazza? Forse un anno o molto più.

Lei dopo gli studi universitari appena terminati, da poco si è riaperta alla vita.

Per entrambe c'è una prima volta. Non sono mai usciti con uno straniero. Sempre storie norvegesi per lei e storie italiane per lui.

Lui si avvicina e le passa il braccio intorno al fianco per stringerla a se. Mossa giusta. A lei è piaciuta l'iniziativa. Lo guarda sorridendo e poggia la testa affettuosamente sulla spalla. È sua.

Lei conosce bene quel posto. Il padre è un piccolo armatore. Possiede tre pescherecci e un paio di barche turistiche.

Raggiungono la lunga passerella a poche centinaia di metri dal porto. Cento metri circa di passerella in tenace legno norvegese, costruita sul mare. A lui sembrano più di cento metri. Nel chiarore lunare gli occhi prolungano la passerella fino all'ingresso del fiordo. La posizione centrale accentua il gioco ottico e davvero sembra sia possibile arrivare in aperto mare con lei camminando sulla passerella. Forse perché la desidera. Percorrerebbe qualsiasi distanza, andrebbe ovunque pur di restare solo con lei.

Sono solo cento metri e in poco tempo raggiungono il parapetto che segna il limite estremo. Quell'appendice di "terra ferma" è la frontiera del paese. Oltre c'è l'oscurità del fiordo rischiarato nella sua maestosità dalla chiara luce lunare. Oltre c'è il mondo intero, oltre c'è il viaggio percorso per raggiungere questa cittadina stupenda. Oltre c'è la realtà che ha lasciato: vorrebbe fosse per sempre. Come per sempre dovrebbe durare questo momento.

Lei accende la torcia dello smartphone per fare più luce. Si abbracciano, in silenzio, nella quiete del fiordo, solo il mare ha il permesso di parlare. Sotto voce, senza fare troppo rumore, il mare s'infrange contro i pilastri in legno della passerella. Proprio sotto di loro. Il mare ha capito che non deve disturbare quel momento. I due sono innamorati e meritano il silenzio dell'amore.

La luce dello smartphone rischiara i loro volti. Si guardano negli occhi. Restano stretti stretti uno di fronte all'altro.

"Sei bellissima". La mano attraversa i lunghi capelli biondi e poi nel ritornare si posa sulla guancia. Lei lascia riposare la guancia nella sua mano, dopo le fatiche del giorno. Si è davvero innamorata di lui.

La bacia. Si baciano. Un bacio tranquillo, come le onde del mare quella sera. Un bacio tenue come la luce della luna piena. Il terzo bacio dischiude le sue labbra, che lasciano passare l'amore. Rivive la stessa emozione di quando il battello postale è entrato nel fiordo. Solo più intenso, più caldo, più umano. I corpi sono compressi l'uno contro l'altro. Lei lo abbraccia forte poco sopra i fianchi. Lui continua ad accarezzarle il volto e i capelli con la destra e la sinistra la tiene stretta a lui per i fianchi.

Si lasciano. Si riprendono. S'inseguono. Le labbra danzano verso il mare aperto. Corrono lungo la passerella, si lasciano raggiungere e sorridono. Si baciano ancora. E poi ancora di corsa, lontani dal porticciolo, lontani dalla passerella del primo bacio italo-norvegese. Vicini al luogo dove si sono conosciuti la prima volta.

La camera dell'amore

Alla reception è lei che, con sguardo semi serio, prende la chiave della camera e la consegna a lui: "Ecco a lei le chiavi. Signore. Buona notte. Signore." Prorompe in una risata coinvolgente: ridono insieme. Provano a fare silenzio ma è difficile. Salgono al secondo piano ed entrano velocemente in camera. Accende la luce e ora si guardano. Il cuore in gola. Non per la folle corsa.

Il letto è a due passi e mezzo da loro. Riprendono a baciarsi. Ora i baci sono meno romantici e più passionali. C'è molto desiderio nelle loro labbra. La poesia della passerella cede la clessidra del tempo all'eros.

Tolgono i giubbini che cadono a caso dietro di loro sulla moquette.

La forma dei suoi seni è più evidente ora. Quanto hanno catturato la sua attenzione quando l'ha vista la prima volta... I suoi occhi e il volto graziosissimo, sono stati la seconda parte del corpo che ha ammirato e di cui si è innamorato.

La stringe ancora a sé e la bacia. Lei ha un sussulto, perché ha avvertito una sporgenza davanti a lei che prima non c'era. È lui. Diventa rossa fuoco. La passione pervade tutto il corpo.

Si lascia distendere sul letto e continuano a baciarsi. Lui toglie il maglione e aiuta lei a fare lo stesso. Può baciare meglio quel candido collo, così liscio e latteo. Le piace. Sbottona la camicetta ed ecco intravede i seni. Non ha parole e neanche pensieri.

È amore e passione. Bacia delicatamente e continua a sbottonare. Lei lo incoraggia accarezzandogli la testa. La camicetta è aperta. Il bianco reggiseno semi trasparente gli regala un'intimità sognata. Adesso è lui a diventare un tizzone di fuoco.

Bacia. Bacia quel seno senza scoprirlo.

Tocca a lei spogliarlo. Lo riduce a petto nudo. Va sopra di lui e ricambia la delizia di baci. Tutto il petto, fino agli addominali. Giù a slacciare la cintura.

Si ridesta da quei massaggi di baci norvegesi e vede lei che sfila via la cintura. Desiderosa lo guarda, mentre apre i pantaloni lentamente come il trascorrere della vita nella città. Piano come l'ingresso del battello nel fiordo, che da oltre un secolo porta la vita. Timida e coraggiosa lascia scivolare la mano sullo slip attillato a strisce alternate verde chiaro e bianco. Afferra la fascia elastica con i denti e tira via. È bastato poco perché sgusciasse fuori.

Viene subito su ad asta. Con le labbra accarezza i lati, con la mano lo masturba.

È un momento intenso per lui, emozionante. Una seconda emozione arriva ben presto. Con la bocca semi aperta avviluppa l'estremità superiore del pene. Lievissimi movimenti della bocca provocano in lui i primi gemiti di passione.

Ama questa donna. Ama tutto ciò che fa e come lo fa.

Aggiunge la lingua al gioco erotico con il fallo italiano. Ha un gusto diverso. Piacevole, perché più dolce e amabile.

S'ingrossa tra le sue labbra. Spugnoso, occupa tutta la bocca. Lo lecca e poi lo bacia: resta molto umido.

Toglie il reggiseno davanti a lui estasiato. Cade sul materasso. Lui lo raccoglie per annusare l'odore dei suoi seni. Già pregusta il loro sapore. Ha una piccola macchiolina scura poco sopra il bordo del capezzolo destro. Un neo molto caratteristico e unico, la rende speciale e diversa dalle altre. S'innamora di quel seno così liscio e perfetto.

La porta sotto di lui. Ammira e poi bacia. Bacia la punta dei capezzoli. Bacia la corona tutto intorno. Bacia tutto un seno e poi l'altro. Annusa, come fossero due grandi fiori appena sbocciati nella tarda primavera norvegese, due grandi fiori ciascuno molto petaloso.

Il pene gli pulsa. Deve togliere immediatamente scarpe e jeans. Ecco, ora è più comodo. Nudo si distende su di lei per continuare a sfiorare con le labbra i seni. Quando si porta sui lati, lei dischiude le labbra per emettere il fiato del piacere.

Gli stringe i glutei nudi con le mani, fin quasi a farlo male.

"Hai!"

Lei ride.

Lui le toglie i blue jeans e la mutanda. Ha una vagina molto carnosa. Delle labbra simmetriche e pronunciate, dalla forma rotondeggiante. In quel punto la pelle è liscia e naturalmente priva di peluria, come se la natura vedendola abbia deciso che non poteva ricoprire tanta bellezza.

Non resiste certo al desiderio di affondare la lingua; anche perché lei ha aperto subito le gambe.

"Ah!" Contorce le gambe. Le piace molto. Vorrebbe richiuderle ma non può.

"Ah!" Ancora piacere. La lingua ha trovato il clitoride e l'ha stimolato.

Quando decide di penetrarla, lo fa con estrema cautela e delicatezza. Tanta dolcezza.

Il suo cuore prova un amore così... caldo e avvolgente che non può fare a meno di essere estremamente lento e delicato. È un vero rito d'introduzione, che ha qualcosa di spirituale. La punta scoperta e ancora umidificata dalla saliva di lei, penetra tra le labbra simmetriche. Un fremito pervade il suo corpo, un tremore di paura e di pulsione sessuale. Le sta entrando il fallo italiano. Entra nel fiordo della passione.

Penetra. È duro. È dolce. È diverso. È amabile. Non le fa male. No. Ama la sua vagina. La ama soave, anche quando le penetrazioni si fanno più frequenti. Sono ripetitive, uguali, profonde e cariche d'amore e di godimento.

Lui ama: "Ah! Ah! Ah! Ah!"

E lei si lascia amare e lo vuole possedere: "Aah! Mi piaci! Sei mio!"

"Sono tutto tuo."

Penetra con mitezza. Il pene spugnoso e gonfio va in profondità. Non lascia nessun centimetro fuori. Il letto si muove e cigola. I movimenti di passione erotica sono amabili ma forti.

I suoi seni speciali e riconoscibili tra mille, salgono in gola a ogni penetrazione. Ogni volta che il pene scompare nella vagina, il suo corpo si smuove di qualche centimetro.

Cambiano posizione. Lei si mette sopra di lui. Il membro scompare tutto nella vagina norvegese. Il suo bacino è ingordo. I glutei si stringono e si dilatano per accogliere e rilasciare il pene. La passione pervade i loro corpi. Fusi nell'amore, fusi dalla passione, un tutt'uno con il fiordo norvegese.

L'italiano ritorna sopra la bellissima norvegese.

Ora che torna a penetrarla ricorda il viaggio di arrivo. Ricorda il momento in cui il battello ha intrapreso il viaggio nel fiordo. Ricorda come il traghetto si è infilato in quella selvaggia insenatura. Alte pareti rocciose ricoperte d'alberi dal verde intenso e loro al centro a solcare le acque, per raggiungere la parte più profonda del fiordo. Per raggiungere il porto, la cittadina ospitale.

L'amore norvegese ansima quasi convulsamente. Superata la strettoia, il comandante del battello ha annunciato all'equipaggio: "Avanti tutta! Bisogna raggiungere il porto".

Il comandante del battello non è più in sé. Al pensiero che tra breve attraccherà nel piccolo porticciolo, dove abita la sua amata. "Finalmente", pensa. "Finalmente." E l'eccitazione sale bracciata dopo bracciata.

L'amore, la passione, il godimento, si confondono ora.

Ansimano. Accarezza ancora una volta quel seno destro poco sopra la macchiolina, stringe e sfiora i capezzoli.

"Ah! Aah! Aaah! Aaaah! Aaaaah! Aaaaaahhhh!! Ah! Ah! Aaah!"

Il battello è attraccato. La cima è stata legata al molo. I passeggeri scendono come fossero tante mareggiate, onde spumose che senza rumoreggiare s'infrangono contro le palafitte della lunga passerella in legno, al centro del fiordo.

È sua più di prima. La ama più di prima.

Lei in quel momento ha allargato le gambe per accoglierlo di più. Adesso lo tiene stretto a se, mentre le regala ancora amore e passione.

Chissà che non decida di restare lì per sempre.

← --------------- →

"Il fiordo della passione" è disponibile in formato e-book su Amazon e iTunes: versione ampliata.

arrow up