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I monaci violentati dall'esercito di soldatesse

In marcia verso la guerra, l'esercito di soldatesse conquista il monastero e improvvisa un'orgia con i monaci nel convento di clausura.

Soldatesse sexy e il monaco
Foto: pixabay.com.

L'esercito di soldatesse è affamato. Dopo mesi di guerra e saccheggi ha fame di sesso. Le soldatesse hanno saputo che sulla collina c'è un monastero di clausura dove vivono 25 giovani monaci. Decise a stuprarli fino all'ultimo, si recano da loro cavalcando i cavalli selvaggi.

Salgono su per la strada sterrata. Gli zoccoli dei cavalli alzano un gran polverone. I monaci vedono la massa di soldatesse avvicinarsi al convento e già corrono spaventati da un piano all'altro.

Il capitano, una bellissima femmina armata fino ai denti, arresta il reggimento a pochi passi dal sacro portale chiuso dell'abbazia. Intima ai monaci di aprire, se non vogliono essere decapitati. Quelli aprono il grande portone in legno timorosi e le soldatesse invadono il monastero di clausura. La voglia di sesso entra nel convento con loro.

L'orgia nel chiostro del convento di clausura

Il capitano ordina di raccogliere tutti i monaci nel chiostro, di spogliarli fino a renderli nudi e di legarli alle mezze colonne.

Le soldatesse eseguono l'ordine con grande esultanza e tra le risa sguaiate. Strappano gli abiti monacali, tirano giù le mutande ai monaci e prendono a baciare i loro cazzi. Gli strappano le tonache bianche, con le spade sfilano via gli inguardabili boxer intimi bianchi. Le soldatesse guardano i loro giovani falli. Gli uomini casti urlano, forse di paura, forse già pregustando il piacere. Legati ai pilastri del chiostro tremano di paura. Alcuni pregano in attesa di quello che accadrà. Temono di essere uccisi i giovani monaci di clausura. Non sanno ancora che sarà il giorno della libertà.

A qualcuno il cazzo gli viene subito su duro appena le soldatesse li prendono in mano per masturbarli. Avide mettono i cazzi casti in bocca. Qualcuno prova a ribellarsi ma è inutile, sono legati alle colonne del chiostro.

Una soldatessa impazzita stantuffa il cazzo di un monaco fino a stracciargli il prepuzio vergine. Quello grida, lei gode e si mette il cazzo vergine in bocca mentre la compagna lecca le palle giovani.

Le soldatesse si spogliano. Nude, con le tette da fuori e la figa pelosa bagnata, guardano quei cazzi casti. Qualcuno dei giovani monaci oppone ancora resistenza ma il cazzo viene comunque su non appena vede tanta meraviglia sbattuta davanti agli occhi. Gli sembra una apparizione divina. Quelle giovani soldatesse nude hanno un corpo bellissimo che si oppone alla violenza dei loro atteggiamenti. Uno dei monaci addirittura eiacula precocemente, troppo precocemente, solo per aver visto le tette delle soldatesse nude. Poverino, non ha mai visto in vita sua una femmina nuda. A 11 anni si è rinchiuso nel convento e non ha più avuto contatti con il mondo esterno.

Il monaco esperto

'Oooh! Come me lo succhi bene figliola... Aahh! Brava! Brava, continua non fermarti! Ah! Sarai ricompensata per questo.'

C'è poi il monaco che in convento c'è entrato da adulto. Lui prima di entrare in convento aveva fatto un po' di tutto e il sesso con varie donne rientra tra le esperienze della sua vita. Ora che lo hanno legato per bene alla colonna del chiostro e non può muoversi, non oppone resistenza alla dolce violenza della soldatessa, decide di godere e basta.

'Oooh! Sì! Sì! Brava! Aggiungiti pure tu! Sì! Leccatelo e non fermatevi!'

Un'altra soldatessa si è avvicinata a leccargli le palle. Si tocca le tette procaci e gli lecca le palle. La saliva delle due soldatesse gronda dal cazzo del monaco di clausura, cade per terra bagnando il pavimento del chiostro. Il chiostro, prima luogo di silenzio e di preghiera, ora è tutto un vocio di gemiti sessuali.

Le soldatesse urlano per il piacere

Alcune soldatesse staccano dai pilastri i monaci per stenderli a terra, si posizionano sopra e mettendo il cazzo casto dentro la vagina lussuriosa, prendono a cavalcare. Cavalcano sui cazzi come durante la battaglia, ma questa cavalcata è migliore. Questa cavalcata non porta verso la morte e la gloria, porta verso l'orgasmo.

'Ah! Ah! Ah! Ah!' Le soldatesse urlano per il piacere. Hanno slegato un paio di monaci che non hanno resistito al richiamo della carne, ora le puniscono con una abbondante dose di cazzo nel culo.

'Figliola. Ah! Non preoccuparti! Oh! Ti assolverò io dopo dai tuoi peccati. Ah! Ora godi! Godi!'

E quella, con la gamba alzata sul muretto del chiostro, si prende il cazzo monastico nel culo. Guarda il monaco arrapato negli occhi ansimante e vogliosa di prenderlo.

Accanto a lei, un monaco si è sdraiato con le chiappe nude sul muretto. Ha una soldatessa sopra di lui che si prende il cazzo nella figa. Un altro monaco gli mette il cazzo nel culo. Quella soldatessa si mantiene ai due giovani monaci di clausura mentre gli forano la vagina e il culo. Queste sono le lance che lei preferisce. Queste sono le frecce infuocate che lei desidera tutti i giorni. Mio dio come gode!!

L'economo e l'ufficiale in seconda

L'abate, sant'uomo, è uno dei pochi che resiste al richiamo del sesso. Legato al pilastro gotico del monastero, continua a pregare tutte le preghiere che conosce. Chiede di essere risparmiato, di non essere sottoposto alla tortura dei piaceri della carne.

'No. No figliole! Non lo fate. Preservate il vostro corpo dalla lussuria! Non cadete in tentazione! Non tentate anche me!'

Accanto all'abate c'è l'economo, questi sente le parole del superiore ma non lo ascolta più. L'abate lo sente godere come un maiale arrapato, lo vede montare la sua scrofa accovacciata sul pavimento marmoreo. L'economo della comunità religiosa, scopa avidamente l'ufficiale in seconda dell'esercito di soldatesse. Quella si prende il cazzo maturo nel culo e schiaffeggia il monaco sulle sue cosce, e lui, risponde con una sculacciata di passione.

'Figliola! Ah! Questa sculacciata ti porterà in paradiso! Oh! Ti punisco io, per non essere punita dall'altissimo. Oooh!'

L'economo non è abituato a scopare una femmina e viene cantando gloria nell'alto delle infinità. Sborra nel culo dell'ufficiale in seconda dell'esercito di soldatesse. Ringrazia, nel profondo del suo cuore, di aver potuto scopare una femmina prima di morire.

L'abate e il capitano delle soldatesse

Il capitano delle soldatesse si avvicina all'abate febbricitante. Senza abiti continua a pregare. La soldatessa struscia la figa pelosa sul cazzo ancora moscio e quello viene su duro a saltelli vistosi. È lungo il cazzo dell'abate, tanto da impressionare la soldatessa eccitata. Lui chiude gli occhi, lei si genuflette e in un sol boccone lo inghiotte fino a raggiungere la gola. Non mangia il sesso maschile da anni, da quando è iniziata la guerra. Finalmente divora un cazzo. Può appagare la fame di sesso con un cazzo serio.

L'abate continua a pregare ma incomincia pure a godere, è inevitabile.

Il capitano sputa sul lungo cazzo del monaco, lo butta ripetutamente in bocca e quando lo caccia, emette sospiri di soddisfazione. Lo succhia senza pietà, ha un desiderio intenso, ha fame di cazzo la soldatessa. Ha portato l'esercito di soldatesse in molte battaglie e merita un premio.

Le sue soldatesse godono con i falli dei monaci ansimanti. Lei slega l'abate dalla colonna per stenderlo a terra. Gli lascia le mani legate sul davanti. Il capitano cavalca il lungo cazzo dell'abate. Lo prende in mano, direziona la ragguardevole punta verso la sua figa bagnata, inserisce il pezzo d'artiglieria.

'Aaah!'

Cavalca da subito come una folle bramosa di sesso, impazzita per quel cazzo così lungo; affamata dalla lunga astinenza. Come del resto l'abate, casto da decenni, da sempre. Accomunati dall'astinenza sessuale e uniti dai loro sessi, i due capi ansimano nella valorosa battaglia del sesso. In questa battaglia non ci sono opposti schieramenti, ma l'unione degli schieramenti.

L'abate, a occhi chiusi, allunga le mani legate e tremolanti verso le tette della soldatessa. Ha smesso di pregare. Accarezza le tette e la preghiera si trasforma in ringraziamento.

'Grazie! Grazie! Ooh! Sì! Deo gratias!'

L'abate ringrazia per il dono di quelle tette nude così rotonde e tenere, così giovani ed elastiche. Ringrazia per quella vagina così bagnata e affamata di sesso; succosa appaga il suo cazzo. Sente il cazzo gioire, come un angelo in cielo: è nel suo paradiso naturale.

Il capitano cavalca in testa all'esercito di soldatesse miagolanti. L'abate guida i cazzi dei monaci verso l'orgasmo dei corpi. Tutte gridano, tutti cantano.

'Alla vittoria! Alla vittoria del sesso!'

'Oooh! Oooh! AAAAH... LLE... LU...JAAAHH!!'

Canta l'abate. Viene in fretta, non è abituato a fottere una donna. Sborra violento nella vagina. Ne ha tanta, quella di tutta una vita. La sborra esce copiosa dalla vagina. Lei non si ferma, con la figa che gronda sborra continua a cavalcare. Non lo lascerebbe più quel pezzo di artiglieria pesante. Ma anche lei, non più abituata al sesso perché costretta dall'astinenza della guerra, emette un grido di battaglia. È il grido della vittoria, ha vinto la sua guerra. Viene guidando l'esercito nella guerra del sesso. Viene alzando il pugno al cielo. Viene e le sue soldatesse gridano con lei, infilzate dai cazzi dei monaci, nel convento di clausura.

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