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Orgia sarda alla festa paesana

Non avrei mai pensato, prima di quella sera, mia moglie potesse prendersi tutti quei cazzi, durante un'orgia sarda al termine della festa paesana.

Orgia su divano
Foto: vividvideoonline.com.

Andammo a una festa paesana dove, tra canti e balli tradizionali sardi, potemmo visitare i laboratori degli artigiani e le piccole cantine private. In una di queste ultime trovammo un bell’ambiente, musica con balli sardi, assaggi di formaggio pecorino e salumi vari, oltre ad un buon vino Cannonau. Gli animatori del posto fecero di tutto per coinvolgere i turisti a ballare e ad assaggiare tutte quelle delizie enogastronomiche. La serata si evolse in maniera piacevole e non ci accorgemmo che oramai era sera tarda.

A cena dai proprietari della cantina

Mia moglie a braccetto con una turista continuava a ballare e si vedeva che si divertivano assai. Arrivata l’ora della chiusura, i proprietari insistettero affinché rimanessimo con l’altra coppia di turisti a cena con loro. Risposi che poi si doveva rientrare per cui non era il caso di dilungarsi ancora, ma loro prontamente risposero che potevamo usufruire della loro ospitalità, posto che avevano due stanze libere. Guardai mia moglie per capire se aveva qualcosa in contrario, lei prendendomi per mano mi sorrise, si vede che l’ambiente gli piaceva e si stava divertendo, per cui accettai. Così pure l’altra coppia.

Entrammo nella zona retrostante. Un grande cortile interno, circondato da una serie di locali e piante, con al centro una fontana. Ci fecero accomodare sotto dei grandi ombrelloni dove c’erano dei tavoli già imbanditi di ogni ben di dio: prosciutto, salame, formaggi di vari tipi, porcetto arrosto, pecora bollita e altro. Mangiammo e bevemmo in ottima compagnia, assieme ai tre titolari della cantina e a un’altra coppia del posto.

A fine cena tra un dolce sardo e un bicchiere di ottimo mirto e di limoncino, ricominciammo a ballare con una musica più adatta alla situazione. Poi, mentre sentivamo 'Bailando' di Enrique Iglesias, la turista cominciò a dimenarsi poggiandosi all’asta dell’ombrellone immedesimandosi in un ballo molto spinto. Coinvolse anche mia moglie che ci pensò un attimo e poi, forse spinta anche dall’alcol, l’assecondò.

Mia moglie si lasciò trasportare da quel ritmo e cominciò anche lei a strusciarsi sul palo, mentre la turista si strusciava contro di lei, corpo a corpo, seni contro seni. Cominciò persino a sfiorarle il collo e le orecchie con le sue labbra piene di desiderio, attirando l’attenzione di noi tutti.

Mia moglie che è sempre stata etero, non fece niente per dissuadere quella femmina eccitata, anzi, sempre di più l’assecondava! E quando la turista nuovamente le sfiorò le labbra, lei, aprendo dolcemente le sue, si lasciò baciare. Le loro lingue cominciarono a cercarsi intensamente, mentre si strusciavano l’una con l’altra, si accarezzavano, e i seni turgidi dall’eccitazione cominciarono a saltare fuori dalle camicie mandando noi tutti in visibilio.

L'orgia nel cortile

Si lasciarono andare sopra un grande divano e qui la turista cominciò a spogliarla, mentre lei non oppose resistenza: strano! Posto che era molto pudica, significava che ormai le era caduta ogni inibizione! Meglio così pensai. La turista le percorreva il corpo con le sue labbra, le baciava e le succhiava ardentemente i capezzoli e con le dita cominciava a frugarla tra le cosce fino ad infilarle le dita nella figa, dopo averle spostato le mutandine in pizzo nero. Mia moglie apprezzava, ogni tanto si inarcava e si leccava le labbra di piacere, mentre la turista affondava la propria lingua tra le piccole labbra e continuando con tre dita a sollecitarle la vagina.

Uno dei titolari, spogliatosi nel frattempo, si avvicinò a mia moglie e gli mise il suo nodoso cazzo vicino la bocca. Lei non si fece pregare e cominciò a succhiare con avidità quell’asta, mentre l’altro titolare si mise dietro la turista e le infilò il cazzo in figa senza nessun ostacolo, agevolato dal fatto che la figa era già abbondantemente strabagnata!

Nel frattempo, l’altra coppia, assieme al terzo titolare, non rimasero a guardare: la tizia gli spompinava il cazzo, le sue labbra carnose avvinghiavano il glande per poi risucchiarlo interamente fino alle palle. Il marito era impegnato con quattro dita a frugarle la vagina per eccitarla.

Mi spogliai, avevo il cazzo dritto e il glande che mi pulsava violentemente di piacere. Si davano tutti da fare e non sapevo su quali corpi buttarmi. Proprio in quel momento la turista fece sdraiare l’uomo, si mise davanti a lui a gambe divaricate e si sedette sopra il suo membro proteso, prossimo a scoppiare. Mia moglie la imitò sprofondando la sua figa ultra bagnata nel viso del titolare e, così ponendosi, offerse il suo bel fondo schiena alla turista che, chinandosi, cominciò a baciarglielo e a leccarglielo dappertutto. Così facendo la turista mi fece vedere il suo fiorellino invitante. Mi chinai e cominciai a leccarglielo, infilandoci la lingua e le dita per prepararla alla penetrazione. Poi poggiai il mio glande sullo sfintere proteso e delicatamente cercai di penetrarla. Ma lei, tutta ad un tratto, si inarcò violentemente all’indietro, facendosi inculare di colpo dal mio cazzo! Diede un urlo di piacere e in preda ad una sublime goduria continuava ad incitarci entrambi a spingere! Non ci facemmo pregare continuando a fotterla per bene. Continuai a penetrarla con forza fino a esploderle dentro il culo tutto il mio sperma fino a svuotarmi le palle strapiene!

Subito dopo il titolare si alzò e si menò l’uccello ormai pronto a scoppiare, mentre la turista e mia moglie si inginocchiarono di fronte a lui a bocca aperta e con la lingua protesa, pronte a gustarne il nettare. Il titolare esplose tanto sperma da riempire le bocche e le tette. Poi a turno gli ciucciarono l’uccello, succhiandone il seme fino ai coglioni per non perderne neanche una goccia.

Non contente, cominciarono a baciarsi e a leccarsi, scambiandosi avidamente lo sperma con la lingua. Alla visione di quella libidine il mio cazzo era nuovamente pronto a scoppiare. Presi mia moglie, la feci inginocchiare alla pecorina e la penetrai con foga, mentre il titolare, anche lui nuovamente eccitato, le avvicinò il cazzo al viso e lei non si fece pregare. Cominciò a leccarlo e spompinarlo avidamente con le sue labbra carnose, poi ci diede il ritmo giusto affinché tutti e tre ci muovessimo in armonia.

Dopo una decina di minuti, mi fece sdraiare per terra e lei si sdraiò di spalle sopra di me divaricando le gambe. Con la mano mi prese l’uccello, lo strusciò per un po' sul clitoride e poi lo infilò in fica. Quindi chiese all’altro di inginocchiarsi davanti e lo invitò a fotterla. Lui si avvicinò, lei prese con la mano il suo nodoso cazzo e lo poggiò anch’esso sulla fregna tutta bagnata, mentre il tizio l'assecondava e cominciava a spingere. Entrambi i maschi dovevamo essere bravi a scoparla tenendo entrambi i membri in figa, perché era quello che lei desiderava.

Cominciammo a stantuffarla e lei gemeva di piacere in preda a una goduria immensa, data dal prendere due cazzi simultaneamente. Pregò lui di fotterla con più ritmo e questi non se lo fece ripetere due volte, che cominciò a montarla come un toro. Io da sotto idem. Che sensazioni!

Nel mentre si avvicinò un altro dei titolari. Con una mano le prese i capelli e tirandoli all'indietro le sollevò il viso, costringendola a succhiargli il cazzo e urlandogli: "Succhia troia! Ti piace? Dillo che ti piace!"

E lei rispose: "Sì, sii! Siiiii! Miii piaceee!"

A sentirla così, gemere di piacere, ci fece infoiare come bestie, fottendola ancora con più foga. Sentivo i nostri membri sfregarsi l’uno con l’altro con ardore e forza quasi a sfidarsi dentro di lei, che continuava a gioire di piacere, a spronarci, a supplicarci di venirle dentro!

Nel sentirla dire: "Godoo! Godoooooo!" Esplosi dentro di lei tutto lo sperma e contemporaneamente anche l’altro perché ne sentii i fiotti caldi. Un fiume di sborra calda!

Alzai lo sguardo nel momento in cui, quello in piedi, le inondava di sperma le sue enormi tette. Che goduria indescrivibile!

Estasiata mi disse: "Maritino mio, LECCAMI TUTTA e poi fammi assaggiare e gustare questo dolce nettare... Tanto so che ti piace!"

Cominciai e leccarle la figa infilandoci la lingua più a fondo che potei, per appropriarmi dell’abbondante sperma che c’era dal sapore misto e acre. Poi baciai mia moglie facendogli gustare il nettare e lei non si accontentò di assaggiarlo, m'infilò avidamente la sua lingua quasi fino alla gola per non perdersi neanche una goccia di quel gustoso nettare.

Finalmente appagata, si sdraiò come noi tutti e ci rilassammo. Proprio nel mentre gli altri gruppetti dell'orgia sarda alla festa paesana, terminavano i loro amplessi focosi.

Dal quel giorno, se possiamo, non ci perdiamo una festa paesana o una sagra nella speranza di rivivere quella fantastica serata di sesso.

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