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Il pompino elettorale - Racconto erotico gay

L'ing. Ottavio è candidato sindaco alle prossime elezioni. A caccia di voti, incontra l'imprenditore Marco: gli chiederà un pompino elettorale.

Pompino gay
Foto: julian18.com.

Il periodo elettorale è il tempo della pornocrazia. L'ing. Ottavio del Frasso lo sa bene, ha visto tanti colleghi di partito e non, farsi fare certe cose in cambio di un posto di lavoro come segretaria o solo come addetta alle pulizie in qualche mensa scolastica.

Delle volte capita pure il contrario però, che sia il politico in cerca di voti a doversi sottomettere ai piaceri sessuali del fornitore di voti. E il povero ing. Ottavio del Frasso, ha dovuto sperimentare questa seconda faccia della moneta, chiamata: obolo della pornocrazia.

Il pompino elettorale

Venerdì scorso aveva un appuntamento con l'imprenditore Marco Storli, titolare di una grande azienda della zona. Un libertino scapolo, poco amato in paese per le dicerie che gli girano intorno. Lui se ne sbatte i coglioni dei commenti di quei quattro giudici attaccati alle talari ecclesiastiche e di quelle frigide donne di chiesa, i cui mariti si scopano le migliori puttane della provincia. A lui piace il cazzo e si fa succhiare l'uccello da chi lui vuole, anche dagli operai.

In fabbrica ci sono due operai gay con i quali ha organizzato dei fantastici party di sesso a tre. Quanto sperma è colato giù, dai loro cazzi arrapati.

L'appuntamento è fissato per le ore 12.00. L'ing. Ottavio è puntuale ed entra nell'ufficio di Marco, così vuole che tutti lo chiamino, salutandolo con uno straordinario sorriso elettorale.

'Ciao Marco! Come stai?'

'Bene ingegnere. Bene. Che bel sorriso che ha.'

'Lei è sempre molto elegante.'

'Grazie, grazie.'

Marco sa bene, lui cosa è venuto a fare: quello che fanno ogni volta tutti i politici della zona. Puntuali ogni quattro anni, alle amministrative si presentano tutti per salutarlo e chiedergli come sta. E lui gli risponde sempre allo stesso modo, con la richiesta di un pompino elettorale. Sì, proprio così. Un bel pompino nel suo ufficio e lui gli procurerà centinaia di voti. Da alcune amministrative a questa parte, i politici locali che vanno a fargli visita si sono estinti.

L'ingegnere è nuovo del giro politico e, se vuole essere eletto, ha bisogno di voti. In paese è poco conosciuto, proviene da fuori. Non conosce tutto quello che si dice a riguardo dell'imprenditore quarantenne, di bella presenza e ben palestrato.

'Se ho capito bene ingegnere, lei vorrebbe poter parlare ai miei operai a fine turno lavorativo o durante una riunione nel fine settimana.'

'Sì, esattamente. Magari se lei volesse essere presente, per me sarebbe un grande onore.'

'Un onore dice... Beh, ammettiamo pure che io dica di sì. Lei in cambio cosa mi offre?'

L'ingegnere è preso alla sprovvista e tira fuori uno dei cavalli di battaglia di tutti i politici italiani: la finta promessa.

'Marco, io sono un ingegnere gestionale. So bene quanto sia importante per un'impresa come la sua, avere capitali a disposizione; vie di comunicazione veloci. Farò arrivare da lei molti investitori di mia fidata conoscenza e le amplierò finalmente lo svincolo autostradale.'

Marco poggia la schiena alla poltrona, fissa l'ingegnere negli occhi a lungo. Questi si sente sempre più impacciato e incapace di continuare a fingere il sorriso.

'Ingegnere, le sue proposte sono interessanti, ma capirà che non c'è un contratto possibile tra noi due, per garantirci che manterremo le promesse elettorali. Non siamo negli USA, dove Donald Trump quello che ha detto in campagna elettorale l'ha fatto in meno di 10 giorni...'

L'ingegnere sempre più incapace di rispondere all'imprenditore si aggrappa ai vetri con le unghie.

'Vede ingegnere...' Riprende Marco, alzandosi dalla poltrona e raggiungendo l'ingegnere dall'altro lato della scrivania.

'...C'è un atto che potrebbe però suggellare questo nostro impegno.'

'Ah, e quale?' Afferma sollevato l'ing. Ottavio.

'Un bel pompino elettorale.'

'Cosa?'

Marco si è seduto sulla scrivania davanti all'ingegnere, guarda il suo volto stupefatto davanti a quella affermazione. Non ha il tempo di rispondere, Marco, guardandolo negli occhi, si apre la zip con due dita. Infila la mano, tocca affondo, gode chiudendo gli occhi. L'ingegnere resta impietrito e guarda la mano dell'imprenditore scomparire nei pantaloni.

'Ma cosa... Ma cosa fa...'

'Mi faccia un pompino elettorale e i miei operai saranno suoi.'

Marco lo tira fuori duro, dopo averlo accarezzato per bene.

'Ma lei è pazzo!'

'Ingegnere, lei li vuole i voti? Lei vuole essere eletto? Io ho 450 voti per lei.' E gli indica il cazzo duro.

Anche l'ingegnere lo guarda, vede la liscia capocchia. Non ha più saliva in bocca. Quei voti gli servono. O riesce a convincere quegli operai di votarlo o può pure dire addio alla poltronissima.

Ha gli occhi sbarrati l'ing. Ottavio, la bocca aperta per il troppo stupore, orrore, paura, necessità di doverlo fare. Casca in ginocchio. Il tonfo è come quello di un sacco pesante pieno di pietre. Marco si alza e si prepara all'imboccata.

'Non abbia timore...' E ficca la promessa elettorale nella bocca del candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative.

Impacciato l'ingegnere non sa cosa fare, come agire, come muoversi.

'Ingegnere, deve stringere le labbra intorno alla capocchia, me lo deve leccare, altrimenti così non godo!'

'Sì... Sì... Certo...'

Slap. Slap.

'Di più! Di più! Non sia timido.'

Slaap. Slurp. Slurp. Slap.

'Bravo, lo metta tutto in bocca. Così. Ora va meglio. Oh!'

'Sì bravo, sì. Questa leccata vale 10 voti. Ah! Questa ne vale 20. Sì. Oh! Leccami la punta del cazzo, bravissimo. Ogni leccata lì, vale 25 voti. Come godo.'

E l'ingegnere, intento a pompare il cazzo dell'imprenditore, scopre l'altra faccia della pornocrazia: quella del politico che subisce l'atto sessuale, pur di ottenere voti.

L'imprenditore non finge il godimento. Lui gode davvero. Alla segretaria, tra un 'godo' e un 'ah sì', ha riferito di non passargli telefonate e di non far entrare nessuno. Lei conosce bene le voglie del suo capo, peccato per lei che siano tutte omosessuali: è proprio un gran bel maschione e anche lei se lo sarebbe fatto volentieri. Ma a lui piace così e così solo gode.

'Bravo sindaco! Bravo! Un grande applauso al nuovo sindaco! Bravo! Bravo! Si sposti ora o le vengo in faccia! Oooh! Ooh!'

L'ing. Ottavio, candidato sindaco alle comunali, si fa di lato giusto in tempo. L'imprenditore eiacula violento. Le spruzzate di sperma raggiungono la sedia a un metro di distanza. Si sente il rumore dello sperma che si schianta contro la pelle della sedia. Come quando piove pioggia sull'ombrello, lo stesso scroscio.

'Oh! Uh! Sì! Ingegnere, il tempo che mi riprendo e le fisso l'appuntamento con i miei operai.'

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