Home
  1. Piccanti Gay
  2.  
  3. I due sacerdoti gay

I due sacerdoti gay

Hanno sempre saputo di essere gay i due sacerdoti e un convento abbandonato, li aiuta a vivere la loro storia erotica gay.

Due gay in clergyman
Foto: pixabay.com.

Don Antonio apre tranquillo il cancello del grande convento. Illuminato dai fari della sua auto, cerca la chiave della seconda serratura. Con un colpo di fortuna la trova e dopo averla girata nella toppa, a spintoni apre il vecchio cancello degli anni '50. Si mette in macchina e parcheggia al solito posto. Lo segue con la sua autovettura rossa Don Fabrizio, lui proviene da un'altra provincia.

Don Antonio chiude il cancello e nella notte rischiarata da una Luna assopita, raggiunge don Fabrizio. I due si scambiano un profondo bacio di saluto.

'Sei fantastico Fabrizio. Vieni, andiamo subito nella camera della penitenza.'

Il convento è enorme. Un antico complesso del 1700, centinaia di cellette senza bagno su quattro piani. I monaci che vi abitavano hanno lasciato il convento durante il boom economico. Nessuno voleva più vivere con i cessi in comune e in tanti volevano farsi una bella famigliola con tanta prole. Ma non tanto per la prole, piuttosto per la fica. Entrati in convento a 11 anni, non sapevano manco come si conformava la topa: a scuola sessuologia non potevano studiarla. Conoscevano benissimo il culo dei confratelli, quello lo avevano sbanato per bene.

Nella stanza dell'amore erotico

Nel convento non si accendono luci da quei tempi. Don Antonio è parroco del paese e custode dell'antico convento, ormai ex da decenni. Ci entra solo lui perché è stato dichiarato inagibile. Una vera "grazia". Ha così potuto preparare una camera da letto nella ex foresteria del convento. Si accede percorrendo un breve corridoio. Sul fondo del cunicolo buio, poco prima di entrare nel chiostro desolato, sulla sinistra, c'è la foresteria. Un tempo qui alloggiavano i viandanti che chiedevano ospitalità per una notte. Don Antonio ha trasformato una delle camere, in stanza dell'amore erotico.

Ha preparato la stanza con cura, non manca nulla. Letto matrimoniale ampio, comodini, asciugamani, lenzuola pulitissime e candele erotiche profumate. Una televisione 36 pollici appesa al muro per vedere un film porno gay quando il partner lo richiede. Sì, perché don Antonio è gay da sempre. Lo sapevano tutti che lui era gay, forse anche il vescovo lo sapeva e lo ha fatto prete. Lui in seminario ci era entrato per divertimento a 19 anni. Non per farsi prete, solo perché c'erano tanti bei maschietti tutti riuniti insieme. Si è divertito un mondo, perché dentro ha scoperto di non essere l'unico. Si divertiva ancor di più, da seminarista, quando raggiungevano dei lontani conventi per fare i ritiri spirituali di una o due settimane. In quei posti solitari e silenziosi, lontani dalla città e da tutti, viveva certi amplessi gay eccezionali. Erano le occasioni per incontrare seminaristi provenienti da altre città italiane. Lui le chiamava le orge dei seminaristi gay. Quante ne ha vissute, come gli piacevano, quanti falli!! Era uno degli organizzatori e tra i migliori. Prima di raggiungere il luogo del ritiro spirituale, organizzava l'orgia dei seminaristi gay inviando messaggini e facendo telefonate qua e là per l'Italia.

Ecco perché porta don Fabrizio nel convento abbandonato, per rivivere in qualche modo quell'atmosfera di orgiastica spiritualità.

Don Fabrizio si è scoperto gay da poco e deve tutto proprio a don Antonio. Durante un ritiro spirituale in Francia, dove si sono conosciuti, don Antonio ha annusato subito che il disagio vissuto dal fratello nel sacerdozio, non aveva niente di spirituale, ma era decisamente una cosa carnale. Gli sono bastati pochi giorni per fargli uscire fuori quel lato di sé che non voleva accettare e che aveva relegato agli anni della pubertà, quando fece sesso con un cugino un paio di volte. Alla quarta notte del ritiro spirituale d'oltralpe, un urlo orgasmico riverberò per i boschi intorno alla casa per esercizi spirituali. Nel cuore della notte, nel boschetto, poco lontani dalla fontana zampillante, don Antonio permise a don Fabrizio di venirgli nel culo. Da allora s'incontrano regolarmente una volta al mese.

I due sacerdoti nella camera della penitenza

Don Antonio riprende a baciare don Fabrizio. Questi, eccitato, si toglie il colletto bianco e sbottona la camicia del clergyman. L'altro sacerdote lo segue a ruota. Don Antonio toglie giacca ecclesiastica e camicia, slaccia la cintura nera. Si ricorda di dover togliere prima le scarpe: i pensieri di don Antonio sono offuscati dalla voglia di sesso. Via i pantaloni per tutti e due. I cazzi duri dei due sacerdoti sono vistosi dentro le rispettive mutande bianche.

Questa è l'unica stanza dell'intero complesso ad avere la corrente elettrica. Grazie alla luce soffusa delle lampade soft, montate ad arte dal prete gay, possono ammirare i corpi caldi, eccitati. Sembrano emanare un'aura di passione erotica per quanto sono arrapati.

'Antonio... Fammi tutto! Tutto!'

'Vieni qui Fabrizio, che ti rompo il culo a sangue.'

'Sì. Sì, padre! Ho bisogno di essere punito. Ho peccato, ho molto peccato. Soprattutto ho molto peccato in opere.'

E mentre dice questo, si cala la mutanda e poggia la faccia sul letto. In piedi, poggia le ginocchia sul materasso lungo il lato del letto. Don Antonio fa volare via le sue mutande e, sputando sul cazzo, entra duro nel culo del sacerdote.

'Aah! Sì!'

'Che peccati ci sono Fabrizio?'

'Due settimane fa, a un paio di seminaristi, abbiamo fatto la festa di addio al celibato ecclesiastico. Al termine ho portato uno dei due in albergo e lì, me lo sono prima chiavato, poi mi sono fatto fottere il culo.'

'E ti è piaciuto?' Domanda il compagno sempre più eccitato.

'Oh! Sì! Sì, mi è piaciuto. Ma come mi fai godere tu, nessuno. Oh!'

A queste parole don Antonio si arrapa di brutto e gli ficca tutto il candelabro dentro. Quello urla come un chirichetto.

'Sì, urla! Urla! Sei il mio chirichetto preferito.'

'Oh! Oh! Fottimi Antonio. Fottimi. Fottimi il culo.'

Don Antonio prende don Fabrizio con una certa violenza, lo sbatte di schiena sul letto. Trascina il giovane sacerdote, più piccolo di lui di una decina d'anni, a bordo del letto. Lui resta in piedi. Gli spinge le gambe indietro. Don Fabrizio le mantiene belle larghe. Don Antonio prima di entrare passa il cazzo arrapato su quello del confratello, quello guarda ammirato come i due cazzi si vogliono. Gli passa la punta del cazzo ecclesiastico sulle palle e poi scende giù...

'Ah! Oh! Uh! Ah!'

'Urla! Urla!' Comanda a gran voce don Antonio. Spinge come un matto. Lui durante il mese non si è chiavato nessuno e c'ha la libidine a mille. Un po' è geloso che l'amico sacerdote si è scopato un altro. Gli piazza il grosso cero sempre più dentro, poi si china in avanti per baciarlo in bocca, attraversando nel mezzo le gambe alzate dell'inculato. Faccia a faccia, si guardano negli occhi, si baciano.

'Sfondami ti prego! Sfondami!' Implora don Fabrizio.

'Voglio vivere con te il peccato più grande e più bello della mia vita.' Continua il giovane sacerdote.

'Aggrhh! Aggrhh!' Don Antonio, cattivo, conficca il cazzo nel culo sacerdotale. Soddisfa la preghiera del confratello, che continua a implorarlo di fare di più. Implora, implora quasi fino alle lacrime, miste agli urli di piacere: il confratello gli sta facendo proprio male.

Il letto si smuove tutto, sobbalza sotto i colpi del sacerdote arrapato. Il materasso si smuove dalla rete e si sposta di lato. Godono, urlano. Le pareti del convento dopo cinquanta anni di solitudine, tornano ad assorbire gemiti di piacere gay. Tornano a celare, tra le spesse mura, amplessi gay di ecclesiastici; questa volta si tratta di quelli che tutti in paese già chiamano i due sacerdoti.

Don Antonio continua a conficcare il candelabro nel culo e con una delle mani si prende il cazzo del prete in mano. Un cazzo giovane e duro. Lo sbatte forte e quello gode vistosamente. Don Fabrizio si guarda il cazzo sbattuto dall'amico. Vede la capocchia scomparire nella mano del sacerdote e poi...

'Oh! Oh! Vengo! Non mi trattengo. Vengo!'

Schizza. Schizza e schizza a più riprese.

'OOoh! Oooh! Oooh!'

Negli stessi istanti don Antonio gli viene nel culo, strepitoso. Sborra libidine gay irrefrenabile. Non smette di masturbare il compagno nemmeno mentre gli benedice il culo. Da una parte spruzza lui, dall'altra fa spruzzare l'amante. Lo sperma del sacerdote amante schizza sulla tartaruga evidente, arriva fin sulle labbra del suo emettitore. Questi passa la lingua e assapora il suo sperma caldo.

Don Fabrizio rilascia le gambe per farle penzolare giù dal letto. Don Antonio si accascia su di lui esausto. Quello da sotto lo abbraccia e lo accarezza. Lo ringrazia di averlo fatto venire con lui.

Pensa all'Inghilterra don Fabrizio, dove hanno progettato di trasferirsi per potersi sposare e vivere per sempre insieme.

arrow up

Storie Piccanti Recenti

I due divorziati scopano ancora appassionatamente    ♠ Ho fatto sesso con mia cugina diciassettenne    ♠ La giovane casalinga tettona scopata sul pianerottolo di casa    ♠ La moglie tettona di Alfio chiavata da 3 amici operai single    ♠ Due divorziati scopano con la sorella di lei    ♠ Galoppami sul cazzo. Fantasia erotica di un uomo arrapato