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L'infornata notturna con la moglie

Infornata notturna per una coppia, al termine della cena con gli amici. Da quanto tempo non facevano sesso culinario...

Sesso tavolo cucina

Lei è lì in cucina. Presa dal suo uomo. Le ha alzato il vestito che indossava a cena. Il suo vestito preferito. Sa che gli piace e questo sabato sera ha voluto indossarlo per lui.

La cena con gli amici è stata piacevole. Una rimpatriata tra ex colleghi dell'università. Quante storie da ricordare. Quanti professori da prendere a "cardello", ancora oggi a distanza di tempo. Quel loro modo d'insegnare, i voti tirati, gli esami perduti per un no nulla.

Il ritorno alla giovinezza degli anni universitari, ha risvegliato qualcosa nel marito che dormiva da anni. È da non sa quanto tempo che lui non la sorprende così.

La poggia con i glutei nudi su un'abbondante spruzzata di farina. Anche in questa circostanza particolare, la farina compie bene il suo dovere. I glutei scivolano sul marmo, tirati dalle braccia di lui. Il pene possente olia per bene la casseruola dove inserirà il dolce in preparazione.

Lei come appigli ha solo le maniglie dei mobili sospesi sopra il capo.

"Aaah! Aaah! Aaah!"

I pantaloni tirati giù un po' alla svelta gli danno fastidio alle caviglie. Il tempo di toglierli non è riuscito a darselo: subito dentro.

Si sbottona il davanti. Ha caldo. Ha voglia di cucinargli le tette.

"Assaggiale: sono cotte? Eeh? Aah!"

"No. Ancora ci vuole tempo."

"Sì. Tanto tempo. Tienimi così tanto tempo."

Le uova sono lì nel cestello metallico a portata di mano. Allunga il braccio e ne prende uno.

"Oppure ne preferisci due amore?"

"Uno basta." Risponde col fiato già corto.

Con un colpetto sulla spalla nuda del marito rompe l'uovo.

Il marito non ha interrotto la penetrazione, ha solo ridotto il ritmo per concederle il tempo di mettere in pratica la sua fantasia erotica culinaria. Le ha concesso il tempo di dischiudere l'uovo sopra le tette. Cosparge albume e tuorlo sulle rotonde sporgenze femminili con le due mani, sui capezzoli e lungo i lati.

Come si arrapa il marito. Le sferra un paio di colpi nella vagina da farla saltare dal marmo.

Manca solo lo zucchero alla fantasia erotica e fare due belle tette allo zabajone.

"Ecco caro, ora le puoi mangiare."

Gnam. Gnam. Slurp. Slap.

"Ah! Sì! Mangia così! Sì! Uuh!" Gode lei, mentre il marito ripulisce le tette e unge le labbra di zucchero e albume.

Ma che mangiata. Che tette saporite.

E in tutto questo non la molla per un attimo. Deciso a penetrarla ancora, lì, in cucina.

La moglie deve sostenersi alle maniglie delle portelle con decisione. Deve necessariamente gridare, con la speranza che nessuno si svegli in casa.

"Ah! Ah! AH! Ah!"

Le sferra colpi che non ricordava da lungo tempo.

Che miracoli che fanno certe cene. Bisogna organizzarle più di frequente è il suo pensiero, mentre gode con il cazzo del marito nella vagina.

Le portelle dei mobili si aprono e si chiudono simmetriche: prima quella di destra e poi quella di sinistra. E apri e chiudi, sbatti e ribatti, non viene giù il vasetto di miele della prima colazione. Non ci pensa su due volte. Apre il barattolino di vetro e cosparge le spalle del marito.

Lui soffre il solletico e si smuove tutto, tranne il cazzo, che continua a preparare il dolce nella casseruola.

La moglie ha lasciato la presa dei mobili per aggrapparsi a lui e mangiarsi le spalle ricoperte di miele italiano. È molto golosa di miele, a colazione lo spalma ovunque.

"OOh! OOh!"

Godono. Come non avveniva da troppo tempo.

Il barattolino di miele è quasi terminato. È giunto il momento di far provare un'altra variante al marito: tette cosparse di miele.

"Uuuh!" Gradisce. Gradisce molto. Gradiscono entrambe in verità.

Ha messo abbondante quantità di miele sui capezzoli e sulle turgide punte dei seni. Come lo fanno arrapare quando sono così grosse...

E giù altri tre - quattro colpi veloci per rigirare l'impasto al volo.

Plof. Plof. Plof. Plof.

Speriamo le portelle dove lei è tornata ad aggrapparsi, reggano... Sono lì da 20 anni, ma non hanno mai lavorato come questa notte.

Apri e chiudi. Apri e chiudi.

"Ah! Ah! Ah!"

Apri e chiudi. Apri e chiudi.

"Sì! Sì! Così! Non fermarti!"

Apri e chiudi. Apri e chiudi.

"Inforna il dolce tesoro! Infornalo appena è pronto."

"È quasi pronto amore. Tu hai riscaldato il forno? Ah! Oh!"

"Siih! È a 180 gradiiihh! Oooh!"

Apri e chiudi. Sbatt! Sbatt! Apri e chiudi.

"Inforno! Inforno! Apri lo sportello amore, che ci metto il dolce!"

"Vai! Ooh! È aperto! Sì! Aooh!"

"Ecco. Ecco. Ecco! Il dolce! Il dolce! Aaah! AAAH! AAAAHHH!!! Uuuh! Uuh! Uh! Oh! AH! HooH! Hoh! Ho infornato! Puoi chiudere amore..."

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