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La direttrice di banca e il milionario

Fine mese. Alla direttrice i conti non tornano: sono in rosso. Ci penserà l'ingegnere inventore a colmare i vuoti di bilancio e non solo.

Direttrice scopata in banca

La direttrice questa mattina è molto indaffarata e non riceve nessuno. È fine mese e ci sono i bilanci da presentare, i conti da chiudere. Verificare lo stato dei molti prestiti che restano scoperti e non rientrano. Fare una stima delle perdite.

"Anche questo mese in rosso. Dove andremo a finire di questo passo... in banca rotta?" Si sfoga da sola a voce alta, nel chiuso del suo ufficio, tra le scartoffie poggiate ordinatamente sulla scrivania.

"Dottoressa? C'è quel cliente di cui le parlavo. Quello del grosso investimento..."

"Ah, sì. Sì, lo faccia entrare!"

Non è disponibile per nessuno, ma questo cliente porta con se un carico di soldi da conservare e investire, che sarebbe stato capace di risollevare i conti in rosso della filiale degli ultimi 3 mesi.

"Prego si accomodi". La direttrice sorride, è molto gentile. Farebbe ogni cosa pur di farlo diventare cliente della banca. Ne va della sua carriera. Non vuole 'morire' direttrice di filiale, vuole qualcosa di più, un ruolo di maggiore prestigio.

"Allora. Cosa posso fare per lei?"

"Avrei un'ingente somma di denaro da investire. Ma senza troppi rischi. Sono stati appena realizzati grazie alla mia invenzione e non vorrei perderli troppo in fretta."

"Quindi lei è un inventore!" Esclama la direttrice, sporgendosi in avanti ad aprire una strada verso la soddisfazione del cliente.

"Sì, sono un ingegnere aerospaziale. Mi occupo di sistemi di navigazione."

Entrano nel vivo della questione. La direttrice espone al cliente le tante soluzioni possibili. Ma si sa che la concorrenza è spietata e pronta a fare sempre offerte migliori. Solo che le banche della zona hanno tutti direttori maschi e lei è l'unica femmina. Ha un'arma in più che gli altri non hanno: se la gioca.

L'avvenente direttrice, sbottona un po' il décolleté, mostra meglio i prodotti aggiuntivi di cui dispone. L'inventore si fa più interessato alle proposte presentate ma... non gli basta. Non è convinto. La direttrice comprende l'incertezza e si alza dalla sedia, costeggia la scrivana sculettando sensibilmente e mostrando le forme sinuose di una quarant'enne niente male. Si mette accanto al cliente, poggiando i glutei sul bordo della scrivania. Seppure l'ingegnere ha 32 anni e di belle donne ne vede tante, la direttrice non può certo disdegnarla.

La guarda e incomincia a desiderarla. Lei, rotta l'etichetta che di solito mantiene con i clienti ordinari, si getta tra le sue braccia. L'ingegnere resta per un attimo sconcertato, ma la direttrice è decisa a farsi un nuove cliente... per la banca intendo...! :D

Seduta sulle sue gambe e con le braccia intorno al collo e fare naturale, esordisce: "Perché vede. Noi siamo pieni di sogni. I sogni sono desideri e devono essere soddisfatti. Io ho un ruolo speciale, perseguo il mio sogno di soddisfare i clienti. Faccio di tutto pur di soddisfare un cliente e farlo uscire felice dalla mia banca è la mia missione quotidiana."

Lui la tiene stretta. Una mano è già sulla coscia leggermente scoperta. La direttrice indossa sempre la gonna.

"Diciamo che un desiderio mi è appena nato..." Dice l'ingegnere, carezzandole le gambe semi scoperte. La direttrice prende tra le mani le guance dell'ingegnere: "Allora lo soddisfi".

Si alza, poggia le mani sulla scrivania dando il culo all'inventore. Nessun'altra parola. Lui allontana con gesto deciso la sedia. Tira su la gonna scoprendo le natiche.

"Uh! Questa mattina ho dimenticato di mettere lo slip".

S'inginocchia e prende a mordere quel bel culo. Lo morde in ogni angolo e la direttrice approva. Affonda il viso nel di dietro e con la lingua giunge alle porte della cassaforte aperta. La dottoressa ha un sussulto di libidine. Trastullata dalla lingua del giovane cliente, miagola come una gatta in calore. Nessuno può sentirla. La stanza è insonorizzata per mantenere la privacy dei clienti.

Pensa che in fondo una scopata ci voleva proprio. Un bel po' di sesso distensivo per dimenticare gli impegni di fine mese, per rendere quella chiusura di mese più soddisfacente. Intenta a pensare, intanto gode. Il suo pensiero è squarciato dalle mani dell'ingegnere aerospaziale. Ha afferrato le calze e dilata la maglia fino ad ottenere un pertugio largo abbastanza per scoprire la vagina e l'ano. Si sente come tirare. Poi per qualche secondo nulla, il vuoto.

Prova a girare la testa e proprio in quel momento sente un membro carnoso e liscio penetrare nella cassaforte aperta. Ha solo il tempo di alzare gli occhi al soffitto per esclamare: "Ooooh!"

Lo sente di tutto rispetto. Le penetrazioni sono decise e lente. È un cliente cortese, pensa lei. In altre occasioni non è stato così.

Quel bel cazzo allontana da lei lo stress e colpo dopo colpo anche le documentazioni dei prestiti non pagati. Ordinatamente impilati sulla scrivania, cadono a terra a causa del movimento tellurico. La scrivania si sposta con ritmo. Non è un terremoto è il pene dell'inventore che s'insinua con brio nella vagina della direttrice. Lei gode. Il pisello educato le piace. Provoca in lei quel giusto piacere che tanto ama.

La banchiera non ha una relazione stabile e non ha mai voluto sposarsi, perché non può dedicarsi a due cose contemporaneamente.

"Uh! Sì! Ancora! Mi piace! È bellissimo. Il suo cazzo gentile, dolce, duro. Ah! Ah! Sii!" E presa dalla passione sbottona tutto il davanti. Lascia cadere anche il reggiseno. Si avvicina con il busto al petto dell'uomo per essere presa tutta. Lui le abbraccia le tette, la bacia sul collo e morde le spalle. Trova un seno meravigliosamente sodo. Il cazzo s'irrigidisce ancora di più.

Il movimento di lei causa la fuoriuscita del pene dalla vagina, le tette sono soddisfatte ma la vagina avverte la mancanza. Lui poggia la sedia al muro e si siede. Dapprima riceve un bel pompino. La bocca della direttrice fagocita il cazzo per intero.

Glop. Glop. Glop. Glap.

"Oohh!" Gode l'ingegnere.

La direttrice è assetata e beve dal suo cazzo. La vagina reclama. Vuole il cazzo, lo vuole tanto. Quel mese non ha proprio scopato. Troppi impegni di lavoro. "Non va bene così" pensa, mentre salterella vivace in groppa all'ingegnere inventore.

«Si avvisano i signori passeggeri di allacciare le cinture. Il viaggio sarà un po'.... sbattuto».

La sedia ha le rotelle e sbatte contro il muro. Non è capace di trattenere quella banchiera assetata di sesso e contemporaneamente la sedia. Come potrebbe. Lei saltella sul cazzo e le tette vanno su e giù, destra e sinistra davanti agli occhi. Con la lingua tenta di leccare i capezzoli e con i denti di afferrarli per succhiare.

Che godimento. Il cazzo è deliziato. Non può più trattenere l'uomo cavernicolo che è in lui. Suoni come "Ooooh! Uuuh! Oooh! Uh! Uh!" sono emessi dalle sue corde vocali preistoriche.

La dottoressa continua con tanto piacere personale a pedalare sul cazzo. Questo sembra il movimento delle gambe che vanno su e giù, con le mani saldamente ad afferrare le spalle dell'ingegnere, la fanno sembrare impegnata in palestra sulla cyclette. Lei ama pedalare la cyclette. In palestra o a casa, 15 minuti di pedalata li fa sempre. Oggi però non serviranno.

Lei è allo sprint finale. Il ritmo impazza. Va come i velocisti al Giro d'Italia gli ultimi 100 metri. Senza fiato in corpo e sollevata sulla bicicletta, sostiene un ritmo forsennato. La sedia sbatte ritmicamente contro il muro. Voleva soddisfare i desideri del cliente, invece ha soddisfatto i suoi.

In apnea, preceduta da acute grida di puro godimento vaginale, viene tra le sue braccia. Ed ancora pedala.

Quando si ferma è tutta bagnata di sudore e la sua allegra vagina ha ricoperto di umori e di passione il pene e le palle, che ancora non sono vuote.

Lei è un po' stanca. Ma lui è come se non fosse ancora soddisfatto... Non gli basta. Lei sgrana gli occhi e pensa: "E cosa gli devo fare più a questo!"

L'ingegnere la pone al muro. Palmi delle mani alla parete, gambe divaricate, penetra nel culo. Ecco cosa vuole: il culo. Inizialmente l'aveva visto alzarsi dalla sedia e avvicinarsi a lui, si è girato verso di lui, l'ha potuto mordicchiare punto punto, e ora lo vuole penetrare. Questa sarà la sua soddisfazione. Solo così sarà pronto a firmare il contratto.

La direttrice vorrebbe aggrapparsi da qualche parte, ma dove? È alla nuda parete, come lei. Allunga le braccia verso l'alto e con la guancia sinistra tocca il muro. Le tette strofinano la vernice bianca, con movimento laterale. Lei ci prova anche gusto, perché i capezzoli vengono stimolati. Ma lo stimolo più grosso è nel suo ano. Sperava di non doverlo dare. È pur sempre la direttrice, ha un minimo di dignità! Ahi lei, quando si tratta di concludere certi accordi è costretta a darlo. Sempre. O glielo chiedono o se lo prendono, come in questo caso, il culo deve darlo. E lei comprende il perché: è così bello.

Il pisello si allieta e danzando con l'ano, soddisfa le esigenze del padrone. La tiene ben salda per i fianchi. Non la perde neanche per un colpo. Il pene sprofonda nel culo. La posizione schiacciata, con il corpo contro la parete, favorisce una penetrazione approfondita e più verticale che orizzontale.

Il godimento è decollato. Non sa a che altitudine si trova l'ingegnere aerospaziale. Se avesse l'invenzione con se potrebbe calcolarla con precisione. È bravo a prendere le misure anche senza. E il culo della direttrice è della giusta misura. Il cazzo precipita tutto fino a toccare il fondo.

Nell'aria si sente: Clap! Clap! Clap! Clap! Sono i colpi che lei riceve nel culo, dalle spinte forsennate e crescenti del cliente.

Clap. Clap. Clap. Clap. Clap. Clap. Sempre più veloce. Un colpo dietro l'altro, diventano un unico suono indistinguibile. Il cavernicolo corre verso l'interno della caverna. Urla! Urla! Urla!

Speriamo abbia retto l'insonorizzazione. Come se poi il personale non avesse capito come conclude lei certi contratti.

Il cavernicolo grida quando una inondazione ricopre l'intero cunicolo fino in fondo. Spruzzi continui di soddisfazione, ora sì pienamente raggiunta, appongono la firma sul contratto. Le ultime penetrazioni, quelle della fase finale della eiaculazione, sono violente. Lo sente quasi oltre il culo.

L'ingegnere appone la firma sul contratto, la direttrice si deterge il culo ancora bello caldo di sperma.

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