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Amore e passione nella camera da letto ottocentesca

Durante un party nella villa ottocentesca, i due giovani si conoscono, dai loro dialoghi nasce amore e passione, accolti dalla camera rossa.

— Rivista e ampliata:
Coppia scopa nella stanza da letto

È da un po' di tempo che non partecipa a una festa, forse un paio di anni. Completamente immerso nella realizzazione del suo sogno, costruirsi un lavoro con le proprie mani, ha tralasciato la vita sociale. L'amico di sempre insiste tanto fino a convincerlo di partecipare ad un party organizzato nel cuore della città.

C'è tanta giovane gente alla festa. Della sua età e un po' più piccoli. Nota subito quella bella ragazza, indossa un vestito blu elettrico attillato. I lunghi capelli mori esaltano il corpo, modellandosi lungo le curve. La guarda spesso e nota di essere ricambiato. Trova il coraggio, si avvicina e si presenta. Tra i due nasce una intesa fatta di dialoghi. Trovano presto argomentazioni di cui parlare.

Attratti dalla musica ballano. Lui evita abilmente la mischia perché altri uomini vogliono ballare con lei. La porta via da lì. Nel salotto attiguo continuano la conversazione, fino a quando un altro maschio chiede alla ragazza di ballare con lui. È costretto a interrompere la conversazione.

"Guarda stavamo proprio andando a ballare noi due. Sarà per la prossima volta. Ok?"

Attraversano in diagonale tutta la sala da ballo e raggiungono l'ampia terrazza ottocentesca. Poggiati al parapetto lungo una estremità appartata della terrazza panoramica, debolmente illuminata dai lampioni, è finalmente libero di parlare con lei. Dialogano di molte cose, fino a trasformare la conversazione in una intima atmosfera dove trovano posto parole di seduzione.

Sesso nella camera da letto ottocentesca

Il passaggio dalle parole intime al possesso dei corpi avviene in poco tempo. Lei conosce la casa, c'è già stata per altre feste. Non è un appartamento abitato, nonostante ciò è semi arredato.

Lo istruisce su come deve comportarsi. Di seguirla su per le scale al secondo piano, dopo di lei. Se qualcuno gli chiede qualcosa deve dire che va al bagno, perché giù è occupato. Il bagno è la seconda porta a sinistra, lui deve entrare nella terza a destra.

La ragazza dal vestito blu elettrico sale le scale naturale e svelta. Dopo alcuni istanti segue la sua scia profumata. Nessuno lo ferma e si porta prima verso il bagno, poi rapido raggiunge la terza porta a destra. Il corridoio illuminato prosegue: conta sei porte sul lato destro.

Apre. Lei è seduta sul divanetto di fronte alla porta. A destra, centrale rispetto la parete ma di poco scostato dal muro, c'è un ampio letto matrimoniale. Molto alto e nobiliare.

Chiude la porta a chiave e si dirige verso lei. Seduto accanto, ne ammira il volto illuminato dall'antico lampadario. Prima di baciarla infila la mano nei capelli come fossero tanti fili di seta rossa da toccare delicatamente. La bacia. Bacia le sue labbra intensamente, tanto a lungo. La ragazza dai capelli di seta ricambia i baci con voglia. Poi scende lungo il bianco collo. Tocca la sua gamba semi scoperta. Lei si alza a più riprese perché lui possa tirarle su il vestito e accarezzarle il gluteo soffice. A quel punto si piega per baciarlo.

Lei fa molto di più. Si alza dal divano e girandosi lo porge a lui, che scopre anche l'altro gluteo. La ragazza si è piegata e poggia le mani sulle cosce per sostenersi. Lui morde i glutei chiari, accarezza la pelle elastica e pescosa. Non tralascia un solo millimetro quadrato della superficie rotonda.

Cambiano posizione, lui si alza dal divano e si pone in ginocchio dietro di lei, che ora si mantiene alla spalliera del divano di fattura tardo Ottocento. Affonda la lingua nell'ano coperto, poi passa il dito tra le labbra pronunciate della vagina celata dalle mutandine trasparenti. Geme aggrappata al divano dalla tappezzeria rossa, purpureo come tutta la camera. Le sue mutandine sono invece di un violaceo particolare.

"Puoi toglierla se vuoi."

Non si lascia certo pregare e cala giù il velo violaceo che separa la bocca dalle sue grazie. Infila la lingua nell'ano ora libero, regalandole un anilingus favoloso. Passa la lingua lungo le rive della vagina, per abbeverarsi degli umori profumati in uscita dalla sorgente della passione carnale.

Dal momento che lei non si scolla da quella posizione, si alza in piedi e apre la lampo: estrae il pene durissimo dai boxer. Penetra nell'ano con cautela, perché non è sicuro se è proprio ciò che vuole. Ma quando arriva dentro, lei:

"Finalmente. Ti aspettavo."

"Ok. È fatta. Lo vuole." Pensa lui soddisfatto e sollevato.

Rapidamente scopre i fianchi avvolgendo il vestito blu per aggrapparsi a lei. Il colore blu ed elettrico dell'abito contrasta con il colore sanguigno della camera da letto ottocentesca. Regala a quel lato B blu elettrico una salva di penetrazioni niente male. Una serie di penetrazioni che nascondono qualcosa di più della sola voglia di fare sesso con lei. Sono penetrazioni di passione erotica, miste a principio d'innamoramento. Un battito di cuore pulsato sin dai primi istanti, dai primi sguardi di conoscenza nei saloni antichi al piano di sotto. Chissà quante coppie, nei secoli, sono passate di lì per vivere le stesse esperienze di conoscenza e di sesso...

Non si schioda più. Le regala ancora molte salve rumorose.

"Ah! Ah! Ah! Ah! Mi piace penetrarti dietro."

"Continua ti prego. È estasiante il tuo pene."

Passano nel letto. Lui si denuda e si sdraia. Lei sale sopra e apre le gambe per accoglierlo in vagina. Dopo le prime tenui penetrazioni, sempre più eccitata dall'amplesso sperato, toglie definitivamente il vestito blu e poi il reggiseno. Mostra le pietre preziose all'amante.

Innalza le mani verso quegli smeraldi blu, per sfiorarli e saggiarne al tatto la consistenza.

"Oh, sì! Mi piace." Dice lei.

"Continua ad accarezzarmi le tette mentre io ti sto sopra." Continua eccitata e danzando ritmica sul fallo.

Come staccarsi. È innamoratissimo di quei capezzoli così perfettamente circolari e ampi. Li avvicina alla bocca per assaggiarli e li trova succulenti. Succhia i capezzoli. È alla ricerca del latte della dea. Il nettare della dea dell'amore nella camera ottocentesca.

E quanto amore tra i due. Quanta calda passione a tinteggiare di rosso sanguigno, le pareti ottocentesche un po' sbiadite dal tempo. Il grande letto assorbe gli inevitabili movimenti dell'amplesso ed emette solo un flebile cigolio.

Intrecciano le mani per fondere più ancora i corpi della passione. Ansimano a bocca aperta, pronunciando ora vocalizzi d'amore, ora vocalizzi di passione.

E quando lui, al colmo della felicità, sta per venirle dentro, esce da lui e si gira. Offre ancora una volta l'ano. Lui non pensa. Entra in ginocchio. Una, due, tre, quattro volte...

"Aah! Aaah! Aah! Splendida! Ah! Splendido! Godo! Arrivo! Oooh!"

Un orgasmo così lo desiderava da anni, forse da sempre.

Tenendola con le due mani per i fianchi, le dimostra quanto la vuole. La diffusione dello sperma nell'ano non è solo copiosa e calda. Porta con se un carico speciale, che va oltre la pura serata di sesso. Lui è cotto di lei e non la lascerà andare via così facilmente.

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