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Scopata rurale con una bella campagnola, di primo mattino

Uscito di casa per una escursione in montagna, vivrà una scopata rurale con una bella campagnola giovanissima e mora.

Donna nuda nel prato
Foto: pixabay.com.

Le sue tette sbattono da cinque minuti contro la pietra grezza della casa di campagna. In una fresca mattinata di primavera, le sue tette campagnole grosse e sode, battono rumorosamente e avide di piacere percosse dal cazzo nella vagina.

È stata sorpresa da quell'escursionista mattiniero mentre in reggiseno e slip stendeva i panni nel giardino di casa. Una piccola casa a un solo piano sulla collina. Come di solito faceva ogni sabato mattina, stendeva la biancheria accumulata durante la settimana.

Lui veniva dal paesino per la mulattiera e la sentiva cantare ma non poteva vederla, perché un muretto grezzo alto quasi due metri copriva la visuale. Passando di lato alla casa, attratto dalla bella voce femminile, ha sbirciato attraverso un buco nel vecchio muro. Uno di quei buchi che si creano nei muri costruiti in pietra di tufo. Questo era talmente vecchio che i rattoppi fatti successivamente, con pietre del posto e malta, lo rendevano uno strano muro rattoppato.

La bella campagnola stendeva i panni

Non credeva ai suoi occhi. Lei stava semi nuda nel giardino a stendere i panni. In reggiseno bianco e mutandine bianche, la bella campagnola stendeva i panni. Ignara di essere spiata, con quel seno prosperoso... Lui non ha più pensato all'escursione e alla cima della montagna da raggiungere. Ha pensato a come fottersi quella stupenda campagnola, in una bella scopata rurale di primo mattino.

Ha infilato la mano nella fessura trapassando il muro, come volesse afferrare quel corpo eccitante per farlo subito suo. Naturalmente non era la soluzione giusta, ma tanto è bastato per far crollare un grosso calcinaccio con un tonfo nella soffice erba in crescita. Lei ha udito distintamente il tonfo e si è girata. Ha urlato e poi è entrata in casa. L'escursionista si è un po' impaurito temendo potesse avere un marito, ma non è scappato via è rimasto lì impalato. Forse disposto a stendere il marito con un pugno, pur di strapazzarla per una mezz'ora almeno.

Lei non aveva nessuno da chiamare, vive lì da sola. È rientrata in casa per prendere la scopa e suonargliela in testa se solo si fosse azzardato ad entrare. E lui, ripresosi dallo spavento, ha provato ad entrare. Ha trovato lei sul cancello d'ingresso pronta con la mazza di legno ben salda tra le mani. Prima di riuscire a fermarla si è beccato tre quattro sferzate sulle spalle e ad un braccio. Poi le ha tolto la scopa dalle mani e l'ha tranquillizzata, spiegandole che era stato attratto dalla sua voce e che si era posto lì a sbirciare solo per vedere a chi appartenesse quella voce; che non poteva sapere lei fosse nuda e che non aveva certo cattive intenzioni, anzi... Ma quest'ultima cosa l'ha solo pensata.

Lei si è tranquillizzata, ma non si è andata a coprire. Lei è una semi naturista. Cioè una che ama vivere senza abiti quando è in casa. Tutta nuda proprio no però. Ma a lui questo già bastava. Quanto ben di dio che aveva sotto gli occhi. Una bella donna mora, una quarta di seno, la liscia pelle di una giovane di non più di 28 anni. A quel punto lei gli ha offerto del caffè; l'hanno bevuto insieme lì dove si erano seduti per chiarirsi: una panca grezza posta intorno a un tavolo fatto di assi di legno del bosco. Il tavolo si trovava all'esterno ed a pochi passi dalla porta d'ingresso della casa rurale.

L'escursionista vive una scopata rurale con la bella campagnola

Lui non ha potuto fare a meno di ringraziarla per il caffè e di farle tanti omaggi per la sua bellezza. Lei si è schernita, perché è timida. Lui l'ha riempita di belle parole e lei si è sciolta sempre di più. Il resto è contorno. Quando ha capito che lei ci stava, ha tolto lo zaino dalle spalle, la giacca antivento ed ha preso a toccarla e baciarla tutta. Lei ha sospirato come se non venisse toccata da lungo tempo. Frenetico e tremante gli ha tolto il reggiseno per prendere a morsi quella bruna quarta, soda e succosa. Aveva un piccolo neo sopra la tetta sinistra, l'ha succhiato tutto insieme al capezzolo. La campagnola si è sciolta ancora di più ed ha allungato la mano verso il cazzo arrapato. Ha scostato la finta, staccato i bottoni e infilato la mano nelle mutande. Lui a quel punto quasi ha avuto un mancamento per il troppo piacere provato. A cinquanta anni, una giovane e bella ventenne che ti tocca il cazzo non è la stessa cosa di quando tua moglie ti fa una pugnetta.

Si è tolto tutto di dosso restando nudo. Ora lui era più nudo di lei. Alla giovane campagnola restavano da svestire le mutande. Ci ha pensato lui a farlo. Poi l'ha piegata a novanta in faccia al muro di pietra dell'abitazione, lì, tra il tavolaccio di legno e la porta d'ingresso alla casa di campagna. Ha conficcato il tronco nella vagina rurale ed ha acceso il fuoco. Dal camino è uscita una vampata di fuoco altissima. Neanche nelle serate di gelido freddo invernale lei era riuscita ad attizzare un fuoco così alto. Lui c'era riuscito semplicemente ficcandole il cazzo escursionista nella vagina campagnola.

Le tette hanno preso a sbattere presto in faccia alla ruvida pietra.

Sploch. Sploch. Sploch. Sploch.

Un suono ritmico, a tratti interrotto dalle mani dell'escursionista che, attratte dalla vastità di quei due promontori, ha voluto scoprirle tastandole affondo. Lei ha approvato tutto. Tutto le piaceva di quella scopata rurale di primo mattino. Quanto tempo che non provava l'emozione del cazzo nella figa che allieta i sensi.

Ritmico il seno ha ripreso a sbattere in faccia alla pietra. Lui le ha alzato la gamba con la mano destra per entrare ancora più profondamente. Che urla di godimento che hanno sentito gli uccelli e il fresco prato ancora coperto di brina. Le tette hanno continuato a sbattere sulla nuda pietra.

Sploch. Sploch. Slpoch. Sploch.

Poi uno Splash. E poi altri ancora. Splash. Splash. Splash. Accompagnati da grida di soddisfazione mai udite dalle sue orecchie e neppure dalla collina solitaria. Gli è venuto nella vagina rurale, l'escursionista arrapato ha fertilizzato la campagnola nella scopata di primo mattino. Ed ora che arretra soddisfatto, gocce di sperma cadono dal tronco appagato. Dal fienile bagnato, rivoli di sperma e umori vaginali piovono sui fili d'erba a fertilizzare la campagna in collina.

Lei non ci ha pensato su due volte. Si è messa in ginocchio sul tappeto d'erba naturale, ha preso il cazzo in mano e l'ha messo in bocca. L'escursionista maturo ha afferrato con le mani i lati delle assi del tavolo grezzo, lei golosa gli succhia tutto lo sperma che fuoriesce. Succhia, succhia fino a suggere l'ultima goccia di fresca brina mattutina di un sabato memorabile.

E dopo averlo pulito per bene, non ha certo permesso all'escursionista di lasciarla così, sola dopo esserle entrata dentro la bettina solitaria sulle colline. L'ha portato in casa, chiuso la porta e lì, tutto il giorno, gli ha fatto conoscere le cime delle montagne intorno.

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